domenica 1 marzo 2009

Il caso di Eluana Englaro

Quello dell'eutanasia è e sarà sempre un tema dibattuto sul quale idee ed opioni continueranno a scontrarsi. Esiste un diritto alla morte? Se si: come deve essere disciplinato? E' vita quella di una persona che per diciassette anni ha vissuto come un vegetale? Come dobbiamo comportarci nei casi in cui il soggetto al quale vengono applicati trattamenti terapeutici o di qualsivoglia forma è posto nella impossibilità di esprimere la propria volontà sull'applicazione di tali trattamenti?

Queste sono solo alcune delle innumerevoli domande che potremmo porci in merito allo scottante tema dell'eutanasia e sono certo che non riusciremmo a venirne a capo. Ciò che vorrei dire riguarda la persona di Eluana Englaro e del modo in cui la sua vicenda ha sconvolto ed ha stimolato la coscienza dell'opinione pubblica. Una storia che ha catturato (volutamente o meno) l'attenzione dei media ed ha visto l'intera Italia spaccarsi in migliaia di pezzi come migliaia sono i pareri delle persone sul confine tra la vita e la morte. Una storia che ha visto Eluana morire in una clinica di Udine tra pesanti critiche della Chiesa e decreti legge dell'ultimo minuto e vede, ad oggi, il padre di Eluana - Beppino Englaro - indagato dalla procura insieme ad un gruppo di infermieri e ad un anestesista che hanno assistito la Englaro durante gli ultimi giorni della sua agonia.

Non voglio giudicare nessuno (anche se la tentazione è forte). Nè il comportamento tenuto dal Governo Berlusconi nè quello tenuto dai media e dalla Chiesa. Ciononostante mi preme di sottolineare la dignità con cui Beppino Englaro ha affrontato questo calvario infinito. Una dignità che pochissimi hanno e che molti non avranno mai. Una dignità che è stata calpestata da chi ha voluto affibbiare al signor Englaro l'infamante accusa di volersi disfare della propria figlia.

E allora io dico che prima di parlare ed esprimere giudizi bisognerebbe fermarsi a riflettere perchè chi le cose non le prova sulla propria pelle dovrebbe avere quantomeno il buon senso di pensare prima di aprire la bocca. Purtroppo questo buon senso è diventato un optional e gli sputasentenze continueranno, appunto, a sputare sentenze senza cognizione di causa!