Tre i temi principali: la vittoria di Grillo, l’incapacità
di vincere del centrosinistra e la resurrezione di Silvio Berlusconi. Partiamo dal primo. Beppe Grillo è stato il
magnifico interprete del malcontento sociale che regna da tempo in questo
Paese. Ha saputo – cosa non semplice – attrarre l’elettorato “apolide” sotto l’egida
di una sola bandiera: quella del Movimento Cinque Stelle. Ha indubbiamente
compiuto una vera impresa, ha toccato interessi forti ed è arrivato lì dove
nessuno è mai giunto. Quanto al centrosinistra ed in particolar modo al Partito
Democratico di Pierluigi Bersani la mia opinione è che sia stato vittima del
conservatorismo. La grande chance l’ha avuta con la candidatura di Matteo Renzi
, chance che però è stata letteralmente bruciata dal voto di ballottaggio alle primarie PD. Il
messaggio lanciato, in sostanza, è stato il seguente: mantenimento dello status
quo e veto di proposte alternative a chi ha e sta governando da decenni il
partito. Questo messaggio si è rivelato controproducente e a nulla è
servito rispolverare Renzi negli ultimi
scampoli di campagna elettorale. Da ultimo alcune parole desidero spenderle su Silvio
Berlusconi. Se esiste un centrodestra è perché esiste Silvio Berlusconi.
Possiamo criticarlo, possiamo odiarlo, possiamo accusarlo di tutto e di più ma
non possiamo non riconoscergli indubbie capacità intellettuali e comunicative.
Malgrado le ceneri della passata legislatura Berlusconi è risorto come un’araba
fenice e con lui la nostra Italia dovrà continuare a fare i conti. Il problema
ora è lo stallo legislativo che questo braccio di ferro tra forze antitetiche
probabilmente comporterà. Faccio appello al senso civico di tutti nella
speranza che le riforme, le buone riforme, possano trovare attuazione malgrado
le notissime antinomie. L’ultima parola, come sempre, spetta al tempo.
I contenuti di questo blog concernono fatti di cronaca, politica italiana e politica estera.
martedì 26 febbraio 2013
lunedì 18 febbraio 2013
La rivoluzione di Yoani
Certo, vedere Yoani Sanchez volare in Brasile è un'emozione di quelle che si provano poche volte nella vita. Per chi non la conoscesse Yoani Sanchez è una dissidente cubana, molto critica nei confronti del suo Paese, racconta una Cuba diversa da quella che vediamo attraverso gli occhi dei turisti. Racconta una Cuba monocromatica, dittatoriale e repressiva. Ho colto con favore l'apertura dei Castro degli ultimi tempi, la concessione del passaporto è certamente una svolta epocale. Ed è anche grazie a Yoani se oggi possiamo vedere realizzato uno squarcio di democrazia in un Paese che ha conosciuto solo totalitarismo. La rivoluzione digitale del blog Generacion Y, di twitter e del web dimostra che la speranza a volte è capace di trovare sfogo nella realtà dei fatti.
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