Mentre guardavo la partita, ieri sera, mi sono reso conto
del pesante atteggiamento rinunciatario da parte dei telecronisti. Uno scoramento
immeritato, quasi fossimo destinati alla sconfitta per volere divino, la cosa
mi ha dato molto fastidio. Ho rivisto la disillusione di un popolo che girovaga
per le strade con la solita espressione da << Sì, ma tanto >> e << Poi, però, alla fine >>. Io
dico che una partita, di calcio o di vita che sia, va giocata fino in fondo. Si
può perdere, per carità, ci mancherebbe. Ma questo non giustifica l’abbattimento
precostituito, le cose vanno conquistate con ardore e passione, non si può
partire sconfitti in partenza. Ed è sempre meglio battere un rigore e magari
spararlo in curva che restare tristi spettatori di quello che sarebbe potuto
essere e che però non è stato per nostro volere. Concludo con una considerazione:
tra rischiare di andare incontro ad una delusione e restare fermo a contemplare la felicità svanire io scelgo
il rischio.
I contenuti di questo blog concernono fatti di cronaca, politica italiana e politica estera.
venerdì 28 giugno 2013
mercoledì 19 giugno 2013
PERCHE’ IL NOSTRO E’ UN SISTEMA AL COLLASSO
Il
nostro, si sa, è un Paese anagraficamente vecchio e con la vecchiaia arrivano i
primi acciacchi, i primi problemi di salute che portano spesso e volentieri ad
un’assistenza più o meno continuativa. Ed è proprio l’assistenza agli anziani
il tema centrale di questo post. Ora, prestare cure a tempo parziale o a tempo pieno
non è cosa da poco per una famiglia che deve, quasi sempre, ricorrere ad un
aiuto esterno. Un aiuto costoso che grava in maniera sostanziale sul bilancio
familiare e che è rappresentato dallo stipendio mensile di una collaboratrice
domestica. La normativa, in materia, prevede per le c.d. badanti un salario
minimo che viene annualmente ritoccato al rialzo e che supera di gran lunga la
pensione del degente, quantomeno nella maggioranza dei casi. Allora mi chiedo: com’è
possibile avere delle pensioni incapaci di coprire l’assistenza domestica? E’
giusto retribuire bene il lavoro della badante, lavoro complesso e
difficoltoso, ma lo Stato e la politica dovrebbero pur capire che con la
precarietà, la mobilità, la cassa integrazione, le forme contrattuali atipiche
e le pensioni minime (una vera e propria miseria) questo sistema non può
funzionare. In definitiva paghiamo tasse esorbitanti per ricevere servizi mediocri dato che l’aiuto che ci spetterebbe dalla Pubblica
Amministrazione in realtà non arriva e grava in toto sulle spalle della
famiglia. E qui nasce un interrogativo ulteriore: le famiglie italiane sono in
grado di far fronte alle emergenze? La risposta è NO, così c’imbattiamo in casi
umani, abbandonati a se stessi e vittime dello “strozzinaggio” economico. Non parliamo poi delle indennità
d’accompagnamento, delle pensioni d’invalidità e via discorrendo, per ottenere
queste “agevolazioni” la trafila è lunga e dispendiosa e nelle occasioni più
malaugurate - che rappresentano la maggioranza
dei casi – conduce ad un nulla di fatto. L’indignazione sale poi alle stelle
quando giunge notizia di truffe aggravate ai danni dello Stato, in particolar
mondo nei confronti degli enti pensionistici, defraudati da finti invalidi arrivati
a percepire una somma indebita grazie alla compiacenza di professionisti
truffaldini. Ecco perché dico che così non si può andare avanti. Con ogni
probabilità la generazione futura non godrà di alcun trattamento previdenziale
se non quello di natura privata determinato dall’accantonamento di somme su
fondi e assicurazioni.
giovedì 6 giugno 2013
MY POINT OF VIEW ON THE ITALIAN ECONOMIC CRISIS
Here in Italy we don’t need the
apologies of politicians, we need to change the country, we need to change our
minds. Is all the system that doesn’t allow us to grow up. Small and medium
sized enterprises are affected from the fiscal law and from the heavy
bureaucracy that constitute one of the first cause of unemployment. Furthermore
our school system is not so modern as it should be. It doesn’t provide us the
knowledge to stay in an international trade market. We still have an old way to
make business based on the social relationships. That’s the reason why, for
example, an important instrument like Linkedin doesn’t work here in Italy. The
few enterprises who are looking to hire someone, consider more the guarantee of
a friend than the analysis of a C.V. in internet. So young people, mostly with
no family in charge, decide to leave to build a better future abroad.
lunedì 3 giugno 2013
A TU PER TU CON UN POLIZIOTTO
Ieri è stato il 2
giugno, la festa delle forze armate, scelgo quindi di parlare di queste e in
particolar modo della polizia dello Stato. Ultimamente ho avuto modo di
dialogare con un agente di polizia sulla quarantina, una brava persona,
competente e preparata nel lavoro che svolge da quasi vent’anni. Eravamo
entrambi al seggio elettorale così, tanto per passare il tempo, ci siamo
impelagati in un profondo dibattito sulla vita del poliziotto. Non è una vita
facile, credetemi, quella di chi girovaga per le strade tra tossici e mignotte.
Non sei tutelato, rischi la pelle tutti i giorni e quando riesci ad arrestare
qualcuno te lo ritrovi per la città una settimana dopo. Insomma, la
frustrazione è tanta e le soddisfazioni poche, per non parlare di quelle
economiche. In polizia gli scarponi te li devi comprare tu, lo stipendio è
quello che è e non si vive certo nell’oro. La presenza di alcune mele marce -
esistono in ogni categoria - distrugge l’immagine di tutto il corpo. E così
vieni additato come servo del potere, oggetto del lancio di sanpietrini da
parte del giovane studente che inneggia al Che e che tempo dopo si ritrova magari
a fare un lavoro impiegatizio, schierato dalla parte di chi ha insultato in
adolescenza. Questo post è per dare voce a chi non l’ha, per dire che le
situazioni vanno capite nel loro complesso, non si può festeggiare un giorno e
dare addosso il resto dell’anno. Chi sbaglia deve pagare ma chi ha sbagliato
non può affondare tutti. Di seguito la
famosa poesia di Pier Paolo Pasolini “Il
PCI ai giovani!!”.
"II PCI ai giovani!!" - di Pier Paolo Pasolini
È triste. La polemica contro
il PCI andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
delle Università) il culo. Io no, amici.
Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici.
È triste. La polemica contro
il PCI andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
delle Università) il culo. Io no, amici.
Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici.
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