sabato 31 luglio 2010

Appesi ad un filo......

La spaccatura è oramai compiuta. La lotta al potere tra Primo Ministro e Presidente della Camera s'è fatta aspra ed intensa e la concreta possibilità di un ritorno alle urne anticipato è quasi una certezza. Il leader Udc Pier Ferdinando Casini s'è chiamato fuori dalla diatriba. Da possibile ago della bilancia è passato ad un ruolo di mero spettatore delle sorti dell'attuale maggioranza. Francamente non ritengo possibile un riappianamento di vedute tra il Cavaliere e l'ex leader di AN. Primo perchè i rapporti tra i due sono da tempo tesi come corde di violino. Secondo perchè il vaso di Pandora una volta che viene riempito sino all'orlo non può far altro che traboccare.

A mio giudizio non si tratta tanto di divergenze di opinioni quanto di voler recitare il ruolo di prima donna nella corale dei potenti. Ecco perchè non intravedo nulla di buono all'orizzonte. Arrivare o non arrivare alle urne produrrebbe come unico effetto quello dell'ennesimo valzer di poltrone tra la solita rosa di nomi che, come avvoltoi sulla carcassa sconquassata di un animale morto, avvinghiano l'Italia tutta. Ciò che servirebbe è un generale ritorno al buon senso. Mettersi ad un tavolino con l'intenzione di anteporre il pubblico interesse all'individualismo esasperato degli ultimi anni. Sarà mai possibile? La speranza - senza falsa retorica - è l'ultima a morire.

lunedì 5 luglio 2010

I cavalieri della Vergogna!

Il mondiale di calcio 2010 è giunto alle sue ultime battute. Quattro le squadre finaliste: Uruguay, Spagna, Germania ed Olanda. Inutile dire che l'Italia non c'é. Non c'era neanche prima, ai quarti ed agli ottavi e, forse, non è mai scesa in campo perchè un'Italia del pallone così è meglio dimenticarsela alla svelta. Una squadra spenta, priva di "talenti" puri e con l'età avanzata. Questo è quello che si è visto. Una squadra capace di arrivare ultima nel proprio girone con "colossi" quali Slovacchia, Paraguay e Nuova Zelanda a decretarne la fine.

I cavalieri della vergogna. Queste sono le parole utilizzate da Rino Gattuso per definire la sfortunata e deludente trasferta sudafricana. Parole sacrosante! Lippi ha toccato il punto più alto e più basso dell'Italia pallonara. Inutile dire che sarebbe stato meglio non affidare nuovamente gli azzurri ad un allenatore che s'era chiamato fuori dai giochi dopo il mondiale 2006. Le minestre riscaldate non piacciono a nessuno e rischiano solo di cancellare quanto di buono s'è fatto in precedenza. Ora l'imperativo è ripartire. Ripartire con un cambio al vertice della Federazione e dal neo C.T. Cesare Prandelli. Uomo di calcio ma, soprattutto, uomo di sani principi. Di questi tempi una rarità......