sabato 12 giugno 2010

Il diario del viaggiatore italiano: "Sicilia - La provincia trapanese" - Seconda parte





































Continua il nostro viaggio attraverso la provincia trapanese e lo fa nel migliore dei modi con la splendida Erice. Sorprendentemente al nostro arrivo ad Erice siamo accolti da un clima invernale. La curiosa cittadina medioevale è arroccata su di un promontorio dal quale è possibile godere di un panorama eccezionale. Di notte, in particolare, è possibile ammirare tutta Trapani con luci che creano uno scenario delizioso. Camminando per le piccole stradine siamo avvolti da musiche argentine di richiamo all'antico ed elegante ballo del tango. Sono i giorni di un festival internazionale di tango ed Erice è in festa.

Malauguratamente il nostro tempo a disposizione non è molto e ne approfittiamo per andare a cena in un ristorante consigliato da una guida improvvisata stampata via internet: "La pentolaccia". Mai scelta fu più azzeccata! L'ambiente sobrio ed elegante ci accoglie nel suo tepore familiare. Io vado dritto al sodo: tagliatelle con pistacchi e gamberetti e scaloppine di pesce spada! Altri, invece, preferiscono busiati ai frutti di mare, spaccatelle con le sarde e frittura mista. Il risultato, comunque, è sempre lo stesso. Una squisitezza! Usciamo da "La pentolaccia" sazi e soddisfatti. Fa pero' troppo freddo per restare e ci incamminiamo verso le auto.

Di ritorno, ad ogni modo, non possiamo fare a meno di fermarci presso una particolare e scenografica pasticceria che porta il nome della Sig.ra Grammatico Maria. Credenze colme di ogni bontà ci lasciano di stucco. Le immortalo con la bava alla bocca con la mia fotocamera compatta e ci lascio letteralmente gli occhi. Compriamo di tutto e di più perchè, quando vedi certe cose, non puoi e non devi resistere. Usciti dalla pasticceria "Grammatico Maria" non troviamo più distrazioni lungo il cammino e ci rimettiamo in macchina per fare ritorno in quel di San Vito.

Il giorno seguente il nostro programma prevede una scappata alle "Saline" ed il tour di Scopello. Dopo qualche incertezza, seguendo la strada per Nubia, riusciamo a trovare la nostra meta. Acque tracciate da reticolati e mulini a vento sono quello che troviamo. Facciamo addirittura una capatina al museo del sale, incastonato all'interno di un ristorante dove, seppur no abbia potuto comprovarlo, credo si mangi molto bene. Proseguiamo verso Scopello e ci arriviamo in un battibaleno. Parcheggiate le auto iniziamo a perlustrare la zona fino a trovare indicazioni per giungere alla Tonnara ed ai Fraglioni. Stoici e carichi ci incamminiamo per sentieri scoscesi e non siamo delusi da quello ci aspetta. La Tonnara è fantastica ed i faraglioni ancor di più. Scatto una miriade di foto e sono stupito dal fatto di trovare affitta-camere in un luogo così magico. Come sempre, dopo la camminata, è il momento di mangiare. Stavolta non abbiamo consigli dalla guida. Ci fermiano prima al "Baglio" ma poi, per volere del gruppo, decidiamo di recarci in un ristorante un po' più spartano ma ugualmente gradevole.
Giungiamo così al nostro ultimo giorno di vacanza e decidiamo di trascorrerlo a San Vito per godere delle sue immense spiagge di sabbia dorata e di un po' di relax. Dopo una bella "rosolata" al sole ci rechiamo presso il corso principale dove troviamo bancarelle di ogni tipo. E' il giorno del "Cous-Cous". San Vito inizia a riempirsi di gente e le ore trascorrono piacevoli. Compro alcuni prodotti locali e, preso da un attacco di golosità, mi "sparo" un gigantesco cannolo alla ricotta e scaglie di cioccolato fondente. Il mattino seguente, di buona lena, restituiamo le chiavi dei nostri appartamenti, consegnamo le auto affittate e, grazie all'ausilio degli stessi taxi che ci avevano portati a San Vito all'andata, facciamo rotta verso l'aereoporto ponendo fine, ahimè, a questa meravigliosa vacanza.

domenica 6 giugno 2010

Il diario del viaggiatore italiano: "Sicilia - La provincia trapanese" - Prima parte





















Una nuova avventura, un nuovo viaggio. Per ritemprare mente e fisico decido di prendermi una settimana di relax e di partire per la Sicilia. Il periodo è ottimale: fine maggio - inizio giugno. Pochi turisti, prezzi contenuti e tempo gradevole. Un volo della ryan-air mi porta dal capoluogo dorico fino alla città di Trapani in poco più di un'ora. La nostra destinazione - faccio parte di una comitiva di undici persone - è la splendida San Vito Lo Capo. Dall'aeroporto di Trapani prendiamo un autobus fino in città. Da lì, sfortunatamente, non troviamo alcuna coincidenza per San Vito. Cerchiamo di noleggiare un paio d'auto che purtroppo non riusciamo a trovare. Siamo preoccupati: si avvicina la sera e non sappiamo come fare per raggiungere la notra meta.


Con un colpo di fortuna troviamo ristoro in una piccola pasticceria del luogo. Il titolare, uomo simpatico e gentile, dopo averci offerto degli squisiti dolcetti alla mandorla ci chiama due taxi che, di lì a poco, ci condurranno a destinazione. Gli appartamenti che avevamo prenotato in precedenza sono gradevoli ed iniziamo finalmente a respirare aria di vacanza. Dopo un rapida cenetta ed un sonno ristoratore siamo pronti per vivere San Vito Lo Capo. San Vito offre uno spettacolo paesaggistico meraviglioso. Le viuzze caratteristiche sono piene di negozietti colmi di souvenirs e di ristoranti caratteristici. I nostri alloggi sono al centro della cittadina ed il mare dista solo un centinaio di metri dai nostri appartamenti. In spiaggia camminiamo leggiadri sulla sabbia vellutata ed ammiriamo il mar Mediterraneo in tutto il suo splendore e limpidezza. La cornice è quella delle fiabe.

Per pranzo decidiamo di concederci degli arancini e del pane cunzato nella pizzeria "Da Salvo". Posto accogliente, prezzi economici e mangiare buonissimo. Nel primo pomeriggio riusciamo ad affittare due macchine. San Vito è bella ma non ci accontentiamo e vogliamo vedere tutto ciò che è possibile in soli 6 giorni. Nel pomeriggio facciamo tappa alla riserva naturale dello Zingaro. Quello che ci aspetta è uno scenario suggestivo da cartolina. Calette per pochi intimi con panorami mozzafiato. Certo, bisogna conquistarsele con un po' di fatica ma, vi assicuro, ne vale la pena. Ciò che consiglio per chi si avventurerà nella riserva è di portarsi panini ed acqua a sufficienza. Tutto è assolutamente naturale e non troverete ne bar ne chioschi dove fare acquisti. In compenso troverete il museo delle attività marinare e quello della civiltà contadina che potrete visitare lungo il percorso per la grotta dell'Uzzo.


Di rientro a San Vito prepariamo una bella cenetta a base di vino bianco e rosso, gamberoni, insalata di mare, tonno fresco e pane alle olive. Concludiamo con alcuni dolcetti ed un amaro alla mandorla del luogo. Il giorno seguente facciamo tappa a Trapani. Siamo pronti per andare a visitare l'isola del Commissario Lo Gatto: "Favignana". Anche qui le attese non tradiscono. Dopo una quarantina di minuti di traghetto arriviamo sulla più conosciuta delle isole Egadi. Decidiamo di affittare delle biciclette in loco e di iniziare a perlustrare Favignana. Nel nostro peregrinare optiamo per andare a "Cala Rossa". Una zona naturale da guadagnarsi scendendo per alcuni scoscesi stradelli e che, una volta raggiunta, ci regala emozion da fare palpitare il cuore. L'acqua è fredda e cristallina. Stendiamo gli asciugamani sul manto roccioso e respiriamo aria di libertà.


Di ritorno da "Cala Rossa" andiamo verso il centro dell'isola. Compriamo alcune focacce da un fornaio e le mangiamo avidamente. Dopo le focacce ci concediamo anche un gelato incredibilmente buono. Scelgo tre gusti: zuppa inglese, pistacchio e cassata. Che goduria!! Al calar del tramonto prendiamo il traghetto delle 18:30 per fare rientro a Trapani e, da lì, le macchine che avevamo parcheggiato nei pressi della zona portuale.