In un clima di aperta delusione politica l’interrogativo se
recarsi o meno al voto è lecito. Io comprendo le ragioni – peraltro corroborate
dai fatti – di chi è fortemente sfiduciato, ciononostante ritengo il voto la
sola arma di espressione democratica di questo Paese. Non possiamo
esimerci dall’esprimere un nostro giudizio sui candidati, la nostra
indifferenza non ci permette di evitare le decisioni che vengono prese dalla
politica, le subiamo perché facciamo parte di questa società e perché in una
società ci sono delle regole da rispettare. Dobbiamo essere partecipi nella costruzione
delle regole sociali, la passività non porta a nulla di buono se non a lasciarsi trascinare via dalla
corrente. Se non ritenete i candidati
degni di governare l’Italia scegliete il male minore, optate per colui che vi
sembra il meno peggio. E’ triste dirlo ma a mio giudizio questa è la realtà
delle cose. Per questo mi sono recato al voto questa mattina e l’ho fatto
animato da spirito battagliero. La partecipazione popolare è fondamentale, lo
dimostra il fatto che nel contesto del ballottaggio per le primarie del centrosinistra
sono state poste barriere ingiustificate, è la paura di chi si arrocca da
decenni dietro posizioni precostituite a spingermi a lottare. Prendete una
posizione, schieratevi e lottate per quello in cui credete. Potrete sbagliare
ma nessuno vi potrà mai accusare di non aver cercato di cambiare le cose.