I contenuti di questo blog concernono fatti di cronaca, politica italiana e politica estera.
martedì 14 dicembre 2010
venerdì 26 novembre 2010
"Il fondo del barile"
Ritorno a scrivere su questo blog dopo un lungo periodo di assenza. Putrotto di crisi si parlava allora e di crisi si deve parlare oggi. Ma non si tratta prettamente di economia. E' qualcosa di più. E' qualcosa che ha sradicato i valori di una volta dalla coscienza popolare. La politica, debbo dire, ha contribuito non poco a questo decadentismo morale. I senza bandiera sono proliferati. Celando sotto le retoriche parole di "il bene dei cittadini", un opportunismo esasperato. Il peggio pare essere l'epidemia dell'egoismo. "Nessuno tocchi il mio orticello", è il motto imperante di questi ultimi anni e, con tali premesse, non si può far altro che sperare in una rivoluzione dell'anima.
C'è chi va a destra, chi va a sinistra, chi sta al centro e chi torna a destra o a sinistra. Una confusione di ideali che ha fatto sì che la stessa società, influenzata da politica e media, si identificasse in quanto di più squallido possa esistere a questo mondo. Servirebbe una presa di coscienza ed una ripartenza da zero. Malauguratamente è nella natura umana curare prettamente interessi personali, ma basterebbe che questi venissero tutelati congiuntamente a quelli della collettività. Di santi in paradiso ce ne son pochi. Forse, però, possiamo aspirare ad essere brave persone. Sarebbe già molto!
C'è chi va a destra, chi va a sinistra, chi sta al centro e chi torna a destra o a sinistra. Una confusione di ideali che ha fatto sì che la stessa società, influenzata da politica e media, si identificasse in quanto di più squallido possa esistere a questo mondo. Servirebbe una presa di coscienza ed una ripartenza da zero. Malauguratamente è nella natura umana curare prettamente interessi personali, ma basterebbe che questi venissero tutelati congiuntamente a quelli della collettività. Di santi in paradiso ce ne son pochi. Forse, però, possiamo aspirare ad essere brave persone. Sarebbe già molto!
mercoledì 1 settembre 2010
Rubrica: "Le frasi che mi sono piaciute"
"Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano." Giovanni Giolitti
sabato 28 agosto 2010
Il diario del viaggiatore europeo: " Trogir - Spalato - Primosten - Salona - Krka" - Parte Quarta
Ultima tappa del mio breve viaggio croato è il Parco Nazionale Krka. Il fiume Cherca sorge sotto la cascata del ruscello Krcic e scorre attraverso la pianura di Knin entrando in un kanyon lungo 50Km (profondo in alcuni punti anche 200m) formandovi una serie di cascate e di laghi. La cascata più lunga e visitata è la Skradinski buk (Scardona). Questa è composta da barriere di travertino, da isolette e laghetti e può essere visitata grazie a una fitta rete di sentieri e ponticelli che assicurano una piacevole passeggiata.
Lo spettacolo che mi aspetta giungendo sino alla cascata di Scardona è impagabile. Turisti di ogni nazionalità nuotano nelle acque del fiume mentre lo spettacolare scroscio d'acqua inebria gli sguardi degli stessi. Scatto foto a go-go per accertarmi che quello che sto vedendo sia concreta realtà e non il semplice frutto della mia fervida immaginazione. Fortunatamente è tutto vero e, approfittando della pianura circostante, stendo il mio asciugamano per carpire qualche raggio di sole e riposare circondato dalla magia del Parco Nazionale Krka.
Ma Krka non è solo cascate. Krka è molto di più! E' la sede di uno dei tesori naturali e culturali più importanti della Croazia: l'isoletta di Visovac. Dal 1445 su quest'isoletta si trova il convento francescano della Madre misericordiosa e la chiesa della Madonna di Vissovaz che insieme al bellissimo panorama del lago Vissovaz che lo circonda rappresenta un complesso ambientale unico. Dato il suo eccezionale valore spirituale, Vissovaz ha da sembre attratto numerosi pellegrini che pure oggi vengono all'isola con moderni pellegrinaggi, usando le imbarcazioni del Parco Nazionale Cherca.
Purtroppo con la visita a Krka, il mio viaggio croato può dirsi definitivamente concluso. Altre dieci ore di viaggio sull'imbarcazione della Blueline (durante le quali non riesco a chiudere occhio) e sono nuovamente ad Ancona. Al prossimo viaggio!
Lo spettacolo che mi aspetta giungendo sino alla cascata di Scardona è impagabile. Turisti di ogni nazionalità nuotano nelle acque del fiume mentre lo spettacolare scroscio d'acqua inebria gli sguardi degli stessi. Scatto foto a go-go per accertarmi che quello che sto vedendo sia concreta realtà e non il semplice frutto della mia fervida immaginazione. Fortunatamente è tutto vero e, approfittando della pianura circostante, stendo il mio asciugamano per carpire qualche raggio di sole e riposare circondato dalla magia del Parco Nazionale Krka.
Ma Krka non è solo cascate. Krka è molto di più! E' la sede di uno dei tesori naturali e culturali più importanti della Croazia: l'isoletta di Visovac. Dal 1445 su quest'isoletta si trova il convento francescano della Madre misericordiosa e la chiesa della Madonna di Vissovaz che insieme al bellissimo panorama del lago Vissovaz che lo circonda rappresenta un complesso ambientale unico. Dato il suo eccezionale valore spirituale, Vissovaz ha da sembre attratto numerosi pellegrini che pure oggi vengono all'isola con moderni pellegrinaggi, usando le imbarcazioni del Parco Nazionale Cherca.
Purtroppo con la visita a Krka, il mio viaggio croato può dirsi definitivamente concluso. Altre dieci ore di viaggio sull'imbarcazione della Blueline (durante le quali non riesco a chiudere occhio) e sono nuovamente ad Ancona. Al prossimo viaggio!
venerdì 27 agosto 2010
Il diario del viaggiatore europeo: " Trogir - Spalato - Primosten - Salona - Krka" - Parte Terza
Dopo Primosten, è la volta di Spalato, città conosciuta in particolar modo per il Palazzo di Diocleziano, la Porta Aurea e la cattedrale con il suo celebre campanile. Il Palazzo di Diocleziano, è uno dei monumenti romani più preservati del mondo. Cotruito tra il 295 e il 305, è diviso in quattro parti da due vie principali; la parte sud del palazzo era prevista per l'imperatore e per le sue stanze, e la parte nord per dimore dei cortigiani, della servitù, del corpo di guardia e simile. Il palazzo di Diocleziano è un palese esempio delle tendenze architettoniche nell'età di Diocleziano, improntate a tendenze conservatrici, come per esempio anche nelle terme di Diocleziano a Roma, di impostazione analoga a quelle di Caracalla.
Ma Spalato non è solo monumenti, ma anche vita, divertimento e tanto altro. Il lungomare è ornato da una serie di alte palme volta a formare una cornice da cartolina e, tutt'intorno, numerosi locali danno ristoro al viavai di persone che, giorno e notte, transitano senza sosta. Visto il grande caldo decido di fermarmi in uno dei locali per prendere qualcosa da bere in tranquillità e godere della meravigliosa vista che "Split" mi regala. La notte, poi, musicisti ed artisti di strada movimentano le serate spalatine con musiche ed attrazioni varie che offrono un'atmosfera incantevole.
L'indomani, con le immagini di Spalato ancora impresse nella mente, decido di concedermi un po' di cultura con la visita alle rovine di Salona (croato: Solin). Salona fu sotto l'Impero romano la capitale della regione Dalmazia e diede i natali all'imperatore romano Diocleziano. Dopo numerose foto del sito archeologico, opto per un po' di sollazzo sulle spiaggette di Primosten dove, con somma gioia, degusto un ottimo gelato fragola e limone.
Ma Spalato non è solo monumenti, ma anche vita, divertimento e tanto altro. Il lungomare è ornato da una serie di alte palme volta a formare una cornice da cartolina e, tutt'intorno, numerosi locali danno ristoro al viavai di persone che, giorno e notte, transitano senza sosta. Visto il grande caldo decido di fermarmi in uno dei locali per prendere qualcosa da bere in tranquillità e godere della meravigliosa vista che "Split" mi regala. La notte, poi, musicisti ed artisti di strada movimentano le serate spalatine con musiche ed attrazioni varie che offrono un'atmosfera incantevole.
L'indomani, con le immagini di Spalato ancora impresse nella mente, decido di concedermi un po' di cultura con la visita alle rovine di Salona (croato: Solin). Salona fu sotto l'Impero romano la capitale della regione Dalmazia e diede i natali all'imperatore romano Diocleziano. Dopo numerose foto del sito archeologico, opto per un po' di sollazzo sulle spiaggette di Primosten dove, con somma gioia, degusto un ottimo gelato fragola e limone.
martedì 24 agosto 2010
Il diario del viaggiatore europeo: " Trogir - Spalato - Primosten - Salona - Krka" - Parte Seconda
Dopo un pomeriggio di sole e mare decido di farmi un po' si sana night-life. Torno a Trogir - strapiena di gente - e mi sparo un Mojito da "Padre", un piccolo club con musica house pieno di turisti di ogni nazionalità. L'atmosfera è gradevole ma mi accorgo subito che con l'avvicinarsi della mezzanotte il lungomare di Trogir da bella principessa si tramuta in una zucca svuotata del viavai mattutino, pomeridiano e serale quotidiano. Solo più tardi scoprirò che la night-life a Trogir prosegue al di là dei due ponti che dividono le due isole sulle quali sorge la città con locali aperti fino a tardi (Es. Monaco Disco Club - non un granchè per la verità). Ad ogni modo vado a dormire perchè domani, come da copione improvvisato, è la volta di Primosten.
Primosten si trova tra le città di Sebenico e Trogir ed è una cittadina molto frequentata per le deliziose spiaggette di ciottoli e sabbia e per la possibilità di compiere tranquille passeggiate costellate da panorami mozzafiato. Inoltre, per chi cerchi puro divertimento - Primosten offre, nelle sue immediate vicinanze, un locale molto conosciuto. Trattasi de "L'Aurora Club" sito un km prima dell'ingresso a Primosten. Tra mare e passeggiate il tempo vola ed il momento di fare ritorno a Seget-Vranjica giunge in un battibaleno.
Il diario del viaggiatore europeo: " Trogir - Spalato - Primosten - Salona - Krka" - Parte Prima
Una nuova estate una nuova vacanza. E' la volta della Croazia a me tanto geograficamente vicina ma, fino ad una settimana fa, mai visitata. Il mezzo prescelto è una nave della compagnia Blueline. Per l'andata riesco ad ottenere una cabina mentre, per il ritorno, c'è solo la disponibilità per un passaggio ponte. Orario di partenza dal Porto di Ancona ore 20.30 per una traversata che troverà il suo lieto fine alle 7.30 del mattino seguente. Arrivo puntuale a destinazione e,appena sbarcato, mi dirigo alla stazione degli autobus per dirigermi a Trogir. La ragione di tale spostamento è una precedente prenotazione all' ostello "Croatia" sito a pochi Km da Trogir nella zona di Seget-Vranjica. In una mezzora raggiungo la Venezia croata che mi stupisce all'istante con la sua bellezza ed intimità. Purtroppo devo rimandare la visita della stessa per prendere un altro autobus e raggiungere l'ostello. Un po' di attesa e ci siamo.
L'accomodation non è affatto male. Posto tranquillo a poche decine di metri da una spiaggetta poco frequentata ed a metà strada tra Trogir e la vicina Primosten: altra località turistico-balneare molto nota. Mangio qualcosa al volo e vado a stendermi come un leone marino nella vicina spiaggia. Un paio d'ore di sonno ed un po' di sole ci volevano proprio. Riposatomi mi è subito ben chiaro che senza un mezzo di trasporto non posso andare da nessuna parte. La fortuna che a volte va in vacanza, questa volta mi assiste sotto forma di un vicino ufficio informazioni turistiche dove non mi è difficile affittare un macchina (Opel Corsa ad esser precisi). Motorizzato e felice mi dirigo al tramonto nella splendida Trogir per godere di una vista meravigliosa e cenare in uno dei tanti ristorantini sul lungomare costellato di Yatch appena attraccati. Pago sulle 80 kuna - poco più di 10euro - un pasto completo composta da bistecca di manzo ai ferri con mostarda, patatine fritte e birrozzo 0,50: che spettacolo! Dopo un gelato al kiwii faccio rientro all'ostello: domani mattina tornerò a Trogir per visitare il posto come merita.
L'accomodation non è affatto male. Posto tranquillo a poche decine di metri da una spiaggetta poco frequentata ed a metà strada tra Trogir e la vicina Primosten: altra località turistico-balneare molto nota. Mangio qualcosa al volo e vado a stendermi come un leone marino nella vicina spiaggia. Un paio d'ore di sonno ed un po' di sole ci volevano proprio. Riposatomi mi è subito ben chiaro che senza un mezzo di trasporto non posso andare da nessuna parte. La fortuna che a volte va in vacanza, questa volta mi assiste sotto forma di un vicino ufficio informazioni turistiche dove non mi è difficile affittare un macchina (Opel Corsa ad esser precisi). Motorizzato e felice mi dirigo al tramonto nella splendida Trogir per godere di una vista meravigliosa e cenare in uno dei tanti ristorantini sul lungomare costellato di Yatch appena attraccati. Pago sulle 80 kuna - poco più di 10euro - un pasto completo composta da bistecca di manzo ai ferri con mostarda, patatine fritte e birrozzo 0,50: che spettacolo! Dopo un gelato al kiwii faccio rientro all'ostello: domani mattina tornerò a Trogir per visitare il posto come merita.
L'indomani mi sveglio di buona lena e mi metto in tenuta da turista con cappellino e digitale compatta per esplorare le bellezze della Venezia croata. La cosa che più mi colpisce è il centro storico dove spiccano la Cattedrale romanica di San Lorenzo, la Chiesa di San Nicola e la Torre dell'Orologio. Scatto numerose foto e mi accorgo di una lieta sorpresa: la zona è coperta da servizio wi-fi e con l'ausilio del mio nokia E-63 riesco a controllare le mie mail senza sganciare una kuna. In tarda mattinata trovo nuovamente ristoro in uno dei locali del lungomare dove bevo un tè freddo per combattere caldo ed afa. Da lì scatto ancora foto per immortalare il vicino Castello del Camerlengo e faccio rientro all'ostello. Pomeriggio spiaggia a go go!
sabato 31 luglio 2010
Appesi ad un filo......
La spaccatura è oramai compiuta. La lotta al potere tra Primo Ministro e Presidente della Camera s'è fatta aspra ed intensa e la concreta possibilità di un ritorno alle urne anticipato è quasi una certezza. Il leader Udc Pier Ferdinando Casini s'è chiamato fuori dalla diatriba. Da possibile ago della bilancia è passato ad un ruolo di mero spettatore delle sorti dell'attuale maggioranza. Francamente non ritengo possibile un riappianamento di vedute tra il Cavaliere e l'ex leader di AN. Primo perchè i rapporti tra i due sono da tempo tesi come corde di violino. Secondo perchè il vaso di Pandora una volta che viene riempito sino all'orlo non può far altro che traboccare.
A mio giudizio non si tratta tanto di divergenze di opinioni quanto di voler recitare il ruolo di prima donna nella corale dei potenti. Ecco perchè non intravedo nulla di buono all'orizzonte. Arrivare o non arrivare alle urne produrrebbe come unico effetto quello dell'ennesimo valzer di poltrone tra la solita rosa di nomi che, come avvoltoi sulla carcassa sconquassata di un animale morto, avvinghiano l'Italia tutta. Ciò che servirebbe è un generale ritorno al buon senso. Mettersi ad un tavolino con l'intenzione di anteporre il pubblico interesse all'individualismo esasperato degli ultimi anni. Sarà mai possibile? La speranza - senza falsa retorica - è l'ultima a morire.
A mio giudizio non si tratta tanto di divergenze di opinioni quanto di voler recitare il ruolo di prima donna nella corale dei potenti. Ecco perchè non intravedo nulla di buono all'orizzonte. Arrivare o non arrivare alle urne produrrebbe come unico effetto quello dell'ennesimo valzer di poltrone tra la solita rosa di nomi che, come avvoltoi sulla carcassa sconquassata di un animale morto, avvinghiano l'Italia tutta. Ciò che servirebbe è un generale ritorno al buon senso. Mettersi ad un tavolino con l'intenzione di anteporre il pubblico interesse all'individualismo esasperato degli ultimi anni. Sarà mai possibile? La speranza - senza falsa retorica - è l'ultima a morire.
lunedì 5 luglio 2010
I cavalieri della Vergogna!
Il mondiale di calcio 2010 è giunto alle sue ultime battute. Quattro le squadre finaliste: Uruguay, Spagna, Germania ed Olanda. Inutile dire che l'Italia non c'é. Non c'era neanche prima, ai quarti ed agli ottavi e, forse, non è mai scesa in campo perchè un'Italia del pallone così è meglio dimenticarsela alla svelta. Una squadra spenta, priva di "talenti" puri e con l'età avanzata. Questo è quello che si è visto. Una squadra capace di arrivare ultima nel proprio girone con "colossi" quali Slovacchia, Paraguay e Nuova Zelanda a decretarne la fine.
I cavalieri della vergogna. Queste sono le parole utilizzate da Rino Gattuso per definire la sfortunata e deludente trasferta sudafricana. Parole sacrosante! Lippi ha toccato il punto più alto e più basso dell'Italia pallonara. Inutile dire che sarebbe stato meglio non affidare nuovamente gli azzurri ad un allenatore che s'era chiamato fuori dai giochi dopo il mondiale 2006. Le minestre riscaldate non piacciono a nessuno e rischiano solo di cancellare quanto di buono s'è fatto in precedenza. Ora l'imperativo è ripartire. Ripartire con un cambio al vertice della Federazione e dal neo C.T. Cesare Prandelli. Uomo di calcio ma, soprattutto, uomo di sani principi. Di questi tempi una rarità......
I cavalieri della vergogna. Queste sono le parole utilizzate da Rino Gattuso per definire la sfortunata e deludente trasferta sudafricana. Parole sacrosante! Lippi ha toccato il punto più alto e più basso dell'Italia pallonara. Inutile dire che sarebbe stato meglio non affidare nuovamente gli azzurri ad un allenatore che s'era chiamato fuori dai giochi dopo il mondiale 2006. Le minestre riscaldate non piacciono a nessuno e rischiano solo di cancellare quanto di buono s'è fatto in precedenza. Ora l'imperativo è ripartire. Ripartire con un cambio al vertice della Federazione e dal neo C.T. Cesare Prandelli. Uomo di calcio ma, soprattutto, uomo di sani principi. Di questi tempi una rarità......
sabato 12 giugno 2010
Il diario del viaggiatore italiano: "Sicilia - La provincia trapanese" - Seconda parte
Continua il nostro viaggio attraverso la provincia trapanese e lo fa nel migliore dei modi con la splendida Erice. Sorprendentemente al nostro arrivo ad Erice siamo accolti da un clima invernale. La curiosa cittadina medioevale è arroccata su di un promontorio dal quale è possibile godere di un panorama eccezionale. Di notte, in particolare, è possibile ammirare tutta Trapani con luci che creano uno scenario delizioso. Camminando per le piccole stradine siamo avvolti da musiche argentine di richiamo all'antico ed elegante ballo del tango. Sono i giorni di un festival internazionale di tango ed Erice è in festa.
Malauguratamente il nostro tempo a disposizione non è molto e ne approfittiamo per andare a cena in un ristorante consigliato da una guida improvvisata stampata via internet: "La pentolaccia". Mai scelta fu più azzeccata! L'ambiente sobrio ed elegante ci accoglie nel suo tepore familiare. Io vado dritto al sodo: tagliatelle con pistacchi e gamberetti e scaloppine di pesce spada! Altri, invece, preferiscono busiati ai frutti di mare, spaccatelle con le sarde e frittura mista. Il risultato, comunque, è sempre lo stesso. Una squisitezza! Usciamo da "La pentolaccia" sazi e soddisfatti. Fa pero' troppo freddo per restare e ci incamminiamo verso le auto.
Di ritorno, ad ogni modo, non possiamo fare a meno di fermarci presso una particolare e scenografica pasticceria che porta il nome della Sig.ra Grammatico Maria. Credenze colme di ogni bontà ci lasciano di stucco. Le immortalo con la bava alla bocca con la mia fotocamera compatta e ci lascio letteralmente gli occhi. Compriamo di tutto e di più perchè, quando vedi certe cose, non puoi e non devi resistere. Usciti dalla pasticceria "Grammatico Maria" non troviamo più distrazioni lungo il cammino e ci rimettiamo in macchina per fare ritorno in quel di San Vito.
Il giorno seguente il nostro programma prevede una scappata alle "Saline" ed il tour di Scopello. Dopo qualche incertezza, seguendo la strada per Nubia, riusciamo a trovare la nostra meta. Acque tracciate da reticolati e mulini a vento sono quello che troviamo. Facciamo addirittura una capatina al museo del sale, incastonato all'interno di un ristorante dove, seppur no abbia potuto comprovarlo, credo si mangi molto bene. Proseguiamo verso Scopello e ci arriviamo in un battibaleno. Parcheggiate le auto iniziamo a perlustrare la zona fino a trovare indicazioni per giungere alla Tonnara ed ai Fraglioni. Stoici e carichi ci incamminiamo per sentieri scoscesi e non siamo delusi da quello ci aspetta. La Tonnara è fantastica ed i faraglioni ancor di più. Scatto una miriade di foto e sono stupito dal fatto di trovare affitta-camere in un luogo così magico. Come sempre, dopo la camminata, è il momento di mangiare. Stavolta non abbiamo consigli dalla guida. Ci fermiano prima al "Baglio" ma poi, per volere del gruppo, decidiamo di recarci in un ristorante un po' più spartano ma ugualmente gradevole.
Giungiamo così al nostro ultimo giorno di vacanza e decidiamo di trascorrerlo a San Vito per godere delle sue immense spiagge di sabbia dorata e di un po' di relax. Dopo una bella "rosolata" al sole ci rechiamo presso il corso principale dove troviamo bancarelle di ogni tipo. E' il giorno del "Cous-Cous". San Vito inizia a riempirsi di gente e le ore trascorrono piacevoli. Compro alcuni prodotti locali e, preso da un attacco di golosità, mi "sparo" un gigantesco cannolo alla ricotta e scaglie di cioccolato fondente. Il mattino seguente, di buona lena, restituiamo le chiavi dei nostri appartamenti, consegnamo le auto affittate e, grazie all'ausilio degli stessi taxi che ci avevano portati a San Vito all'andata, facciamo rotta verso l'aereoporto ponendo fine, ahimè, a questa meravigliosa vacanza.
domenica 6 giugno 2010
Il diario del viaggiatore italiano: "Sicilia - La provincia trapanese" - Prima parte
Una nuova avventura, un nuovo viaggio. Per ritemprare mente e fisico decido di prendermi una settimana di relax e di partire per la Sicilia. Il periodo è ottimale: fine maggio - inizio giugno. Pochi turisti, prezzi contenuti e tempo gradevole. Un volo della ryan-air mi porta dal capoluogo dorico fino alla città di Trapani in poco più di un'ora. La nostra destinazione - faccio parte di una comitiva di undici persone - è la splendida San Vito Lo Capo. Dall'aeroporto di Trapani prendiamo un autobus fino in città. Da lì, sfortunatamente, non troviamo alcuna coincidenza per San Vito. Cerchiamo di noleggiare un paio d'auto che purtroppo non riusciamo a trovare. Siamo preoccupati: si avvicina la sera e non sappiamo come fare per raggiungere la notra meta.
Con un colpo di fortuna troviamo ristoro in una piccola pasticceria del luogo. Il titolare, uomo simpatico e gentile, dopo averci offerto degli squisiti dolcetti alla mandorla ci chiama due taxi che, di lì a poco, ci condurranno a destinazione. Gli appartamenti che avevamo prenotato in precedenza sono gradevoli ed iniziamo finalmente a respirare aria di vacanza. Dopo un rapida cenetta ed un sonno ristoratore siamo pronti per vivere San Vito Lo Capo. San Vito offre uno spettacolo paesaggistico meraviglioso. Le viuzze caratteristiche sono piene di negozietti colmi di souvenirs e di ristoranti caratteristici. I nostri alloggi sono al centro della cittadina ed il mare dista solo un centinaio di metri dai nostri appartamenti. In spiaggia camminiamo leggiadri sulla sabbia vellutata ed ammiriamo il mar Mediterraneo in tutto il suo splendore e limpidezza. La cornice è quella delle fiabe.
Per pranzo decidiamo di concederci degli arancini e del pane cunzato nella pizzeria "Da Salvo". Posto accogliente, prezzi economici e mangiare buonissimo. Nel primo pomeriggio riusciamo ad affittare due macchine. San Vito è bella ma non ci accontentiamo e vogliamo vedere tutto ciò che è possibile in soli 6 giorni. Nel pomeriggio facciamo tappa alla riserva naturale dello Zingaro. Quello che ci aspetta è uno scenario suggestivo da cartolina. Calette per pochi intimi con panorami mozzafiato. Certo, bisogna conquistarsele con un po' di fatica ma, vi assicuro, ne vale la pena. Ciò che consiglio per chi si avventurerà nella riserva è di portarsi panini ed acqua a sufficienza. Tutto è assolutamente naturale e non troverete ne bar ne chioschi dove fare acquisti. In compenso troverete il museo delle attività marinare e quello della civiltà contadina che potrete visitare lungo il percorso per la grotta dell'Uzzo.
Di rientro a San Vito prepariamo una bella cenetta a base di vino bianco e rosso, gamberoni, insalata di mare, tonno fresco e pane alle olive. Concludiamo con alcuni dolcetti ed un amaro alla mandorla del luogo. Il giorno seguente facciamo tappa a Trapani. Siamo pronti per andare a visitare l'isola del Commissario Lo Gatto: "Favignana". Anche qui le attese non tradiscono. Dopo una quarantina di minuti di traghetto arriviamo sulla più conosciuta delle isole Egadi. Decidiamo di affittare delle biciclette in loco e di iniziare a perlustrare Favignana. Nel nostro peregrinare optiamo per andare a "Cala Rossa". Una zona naturale da guadagnarsi scendendo per alcuni scoscesi stradelli e che, una volta raggiunta, ci regala emozion da fare palpitare il cuore. L'acqua è fredda e cristallina. Stendiamo gli asciugamani sul manto roccioso e respiriamo aria di libertà.
Di ritorno da "Cala Rossa" andiamo verso il centro dell'isola. Compriamo alcune focacce da un fornaio e le mangiamo avidamente. Dopo le focacce ci concediamo anche un gelato incredibilmente buono. Scelgo tre gusti: zuppa inglese, pistacchio e cassata. Che goduria!! Al calar del tramonto prendiamo il traghetto delle 18:30 per fare rientro a Trapani e, da lì, le macchine che avevamo parcheggiato nei pressi della zona portuale.
domenica 4 aprile 2010
Rubrica: " Le frasi che mi sono piaciute"
"Bueno, la polìtica es eso, abrirse camino entre cadàveres" La Fiesta del Chivo - Mario Vargas Llosa
domenica 7 marzo 2010
L'angolo della riflessione: "Il decreto salva-liste"
Cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto riprovevole e anti-democratico.
domenica 21 febbraio 2010
Il diario del viaggiatore mondiale: "Paracas"
Concludo il mio viaggio in Perù a Paracas: una riserva posta nelle province di Pisco ed Ica. Al mio arrivo con un pullman della compagnia Cruz del Sur trovo l'oceano a poche decine di metri da me. Il sole è accecante e non posso fare a meno di pensare ai repentini cambiamenti climatici (vedi Cuzco con pioggia e freddo) che mi hanno accompagnato durante tutto il mio viaggio. Prendo un taxi per raggiungere lo splendido hotel in cui ho deciso di trascorrere il mio ultimo week-end peruviano. "La Hacienda" è un quattro stelle dotato di ogni confort, collocato in una posizione magnifica, con camere con vista su spiaggia ed oceano e accesso diretto alla gigantesca piscina incastonata tra la parte retrostante dell'hotel, la zona relax ed il ristorante.
Mi rilasso in questo paradiso per un paio d'ore fino all'arrivo di una jeep che mi preleva per condurmi nel deserto costiero della Riserva Naturale di Paracas. Ciò che mi aspetta è un tour a bordo di una macchina munita di quattro ruote motrici e gabbia di protezione. Mi danno un paio di occhialoni anti-sabbia e si parte ad alta velocità per cavalcare le dune del deserto. Che divertimento! Il paesaggio è surreale. Pensare di trovare una zona desertica di 70 km nei pressi dell'oceano è sorprendente. Ancora una volta il Perù mi conferma di essere un Paese meraviglioso dove è possibile mutare scenario paesaggistico con la rapidità di un batter di ciglia.
Trascorsa una ventina di minuti la mia guida - una sorta di campione di rally del deserto - si ferma di botto. E' giunto il tempo di surfare tra le dune. Dopo averla incerata, mi passa una tavola da "skate" priva di ruote, la appoggio sulla sabbia e ci salgo sopra. La pendenza della duna mi porta ad aquistare velocità e, con orgoglio e sollievo, riesco a mantenermi in piedi per tutta la discesa. Rido e sono felice. Ancora un'altra cavalcata per il deserto e faccio rientro al paradisiaco hotel "La Hacienda". Una doccia, un "jugo de granadilla" e mi stendo su di uno dei lettini che circondano la piscina.
L'indomani mattina mi sveglio di buonora, preparo la valigia e lascio l'hotel. Tra poche ore dovrò recarmi all'aeroporto Jorge Chavez per fare rientro in Italia. Ma prima voglio vedere ancora qualcosina. Questo qualcosina sono le "Isole Ballestas". Questa volta il mezzo di trasporto è una barca a motore. La prima cosa che vedo è l'impressionante figura del "Candelabro": una enorme immagine tracciata sulle pendici di un monte nella baia di Paracas. Nessuno fino ad ora ha scoperto chi disegnò questa immensa figura nè il perchè. Esistono numerose ipotesi a riguardo che mirano a dimostrare una relazione tra il candelabro e le Linee di Nacza, situate a 120 km a sud di Paracas; altre invece vedono nell’enorme figura una sorta di punto di riferimento utile alla navigazione utilizzato per guidarsi tra le impenetrabili nebbie della zona.
La navigazione prosegue in direzione delle isole Ballestas. Le isole mi regalano un incredibile scenario marino abitato da volatili e leoni marini. A bordo dell'imbarcazione mi addentro in grotte e formazioni rocciose nelle quali vivono numerose specie marine. Riesco a scorgere con facilità ogni sorta di animali: delfini, pinguini di Humboldt, leoni marini, foche e svariate specie di uccelli acquatici. La straordinaria biodiversità delle isole è dovuta alla corrente fredda di Humboldt (una corrente oceanica che circola nell'Oceano Pacifico a largo del Cile e del Perù da sud verso nord). La quantità di guano incontrata è indescrivibile! Si scorgono grandi depositi (ovvero delle enormi macchie biancastre e maleodoranti) costituiti da questo fertilizzante naturale, che nei decenni passati veniva raccolto ed esportato. La mia visita alle isole Ballestas termina con ancora negli occhi le immagini ed i suoni prodotti dai leoni marini.
Putroppo sono giunto al termine della mia esperieza peruviana. E' tempo di fare rientro in Italia. Dopo 4 ore di pullman raggiungo Lima, prendo un taxi e vado all'aeroporto. Attenderò altre quattro ore prima di imbarcarmi su di un volo Iberia diretto a Madrid. Da lì un altro volo della stessa compagnia mi porterà fino a Bologna: aereoporto Guglielmo Marconi. Salgo sul BLQ (autobus), raggiungo la stazione dei treni e prendo un regionale per Ancona. La mia avventura è davvero finita!
Mi rilasso in questo paradiso per un paio d'ore fino all'arrivo di una jeep che mi preleva per condurmi nel deserto costiero della Riserva Naturale di Paracas. Ciò che mi aspetta è un tour a bordo di una macchina munita di quattro ruote motrici e gabbia di protezione. Mi danno un paio di occhialoni anti-sabbia e si parte ad alta velocità per cavalcare le dune del deserto. Che divertimento! Il paesaggio è surreale. Pensare di trovare una zona desertica di 70 km nei pressi dell'oceano è sorprendente. Ancora una volta il Perù mi conferma di essere un Paese meraviglioso dove è possibile mutare scenario paesaggistico con la rapidità di un batter di ciglia.
Trascorsa una ventina di minuti la mia guida - una sorta di campione di rally del deserto - si ferma di botto. E' giunto il tempo di surfare tra le dune. Dopo averla incerata, mi passa una tavola da "skate" priva di ruote, la appoggio sulla sabbia e ci salgo sopra. La pendenza della duna mi porta ad aquistare velocità e, con orgoglio e sollievo, riesco a mantenermi in piedi per tutta la discesa. Rido e sono felice. Ancora un'altra cavalcata per il deserto e faccio rientro al paradisiaco hotel "La Hacienda". Una doccia, un "jugo de granadilla" e mi stendo su di uno dei lettini che circondano la piscina.
L'indomani mattina mi sveglio di buonora, preparo la valigia e lascio l'hotel. Tra poche ore dovrò recarmi all'aeroporto Jorge Chavez per fare rientro in Italia. Ma prima voglio vedere ancora qualcosina. Questo qualcosina sono le "Isole Ballestas". Questa volta il mezzo di trasporto è una barca a motore. La prima cosa che vedo è l'impressionante figura del "Candelabro": una enorme immagine tracciata sulle pendici di un monte nella baia di Paracas. Nessuno fino ad ora ha scoperto chi disegnò questa immensa figura nè il perchè. Esistono numerose ipotesi a riguardo che mirano a dimostrare una relazione tra il candelabro e le Linee di Nacza, situate a 120 km a sud di Paracas; altre invece vedono nell’enorme figura una sorta di punto di riferimento utile alla navigazione utilizzato per guidarsi tra le impenetrabili nebbie della zona.
La navigazione prosegue in direzione delle isole Ballestas. Le isole mi regalano un incredibile scenario marino abitato da volatili e leoni marini. A bordo dell'imbarcazione mi addentro in grotte e formazioni rocciose nelle quali vivono numerose specie marine. Riesco a scorgere con facilità ogni sorta di animali: delfini, pinguini di Humboldt, leoni marini, foche e svariate specie di uccelli acquatici. La straordinaria biodiversità delle isole è dovuta alla corrente fredda di Humboldt (una corrente oceanica che circola nell'Oceano Pacifico a largo del Cile e del Perù da sud verso nord). La quantità di guano incontrata è indescrivibile! Si scorgono grandi depositi (ovvero delle enormi macchie biancastre e maleodoranti) costituiti da questo fertilizzante naturale, che nei decenni passati veniva raccolto ed esportato. La mia visita alle isole Ballestas termina con ancora negli occhi le immagini ed i suoni prodotti dai leoni marini.
Putroppo sono giunto al termine della mia esperieza peruviana. E' tempo di fare rientro in Italia. Dopo 4 ore di pullman raggiungo Lima, prendo un taxi e vado all'aeroporto. Attenderò altre quattro ore prima di imbarcarmi su di un volo Iberia diretto a Madrid. Da lì un altro volo della stessa compagnia mi porterà fino a Bologna: aereoporto Guglielmo Marconi. Salgo sul BLQ (autobus), raggiungo la stazione dei treni e prendo un regionale per Ancona. La mia avventura è davvero finita!
sabato 20 febbraio 2010
Il diario del viaggiatore mondiale: Lima - seconda parte
Rientrato a Lima mi reco nel quartiere di San Isidro. Ho trovato alloggio in un appartamento a pochi metri da Av.Aramburu. Nel quartiere sono presenti "vigilantes" e inferriate alle finestre delle case. A dispetto dell'apparente tranquillità della zona i furti non sono poi così rari ergo ecco spiegata la presenza dei vigilantes e delle inferriate. Il mio alloggio è carino. Divido il trilocale con un ingegnere colombiano simpatico e facciamo presto amicizia. A volte sento un "fischio" provenire dalla strada: sono gli "heladeros". Gelatai muniti di carrettino che fanno notare la loro presenza con uno strano fischietto dal rumore insolito.
Per le strade vedo passare Cluster e Combi (pulmini) e sia il traffico che lo stile di guida sono molto differenti da quelli a cui io ero abituato. Sono stupito dai colori pastello delle abitazioni che rendono ogni "barrio" allegro e brioso. Passeggio per San Isidro cercando di captare ogni sensazione e di imparare lo stile di vita autoctono. Ci sono supermercati e centri commerciali come "Vivanda" e "Metro". Vi sono pure catene di negozi conosciute in tutto il mondo come "Mc Donald" e "Star Bucks". Vicino ai semafori non è raro vedere improvvisati artisti di strada eseguire più o meno bene i loro numeri sperando, poi, nella generosità monetaria degli automobilisti.
Con il trascorrere dei giorni ho la fortuna di visitare il "Circuito magìco del agua". Un parco stupendo dove le fontane ballano a ritmo di musica classica e leggera mentre immagini suggestive illuminano i getti d'acqua danzanti. Provo il "pollo a la braza" con papas fritas y anticuchos (pollo alla brace, patate fritte e spiedini di cuore di vacca) in un posto caratteristico denominato "La granja Azul" situato nella periferia di Lima e mi reco a "Las brisas de Titicaca" per ammirare ballerini e ballerine peruviani esibirsi in danze tipiche della zona di Puno. Che spettacolo!
Concludo la mia permanenza a Lima gustando dell'ottimo pisco nel quartiere di Barranco. Scruto l'oceano e mi lascio cullare dal rumore delle onde. E' tempo di pensare a come trascorrere il mio ultimo fine settimana peruviano. Lo so già: Paracas è la mia ultima destinazione!
Per le strade vedo passare Cluster e Combi (pulmini) e sia il traffico che lo stile di guida sono molto differenti da quelli a cui io ero abituato. Sono stupito dai colori pastello delle abitazioni che rendono ogni "barrio" allegro e brioso. Passeggio per San Isidro cercando di captare ogni sensazione e di imparare lo stile di vita autoctono. Ci sono supermercati e centri commerciali come "Vivanda" e "Metro". Vi sono pure catene di negozi conosciute in tutto il mondo come "Mc Donald" e "Star Bucks". Vicino ai semafori non è raro vedere improvvisati artisti di strada eseguire più o meno bene i loro numeri sperando, poi, nella generosità monetaria degli automobilisti.
Con il trascorrere dei giorni ho la fortuna di visitare il "Circuito magìco del agua". Un parco stupendo dove le fontane ballano a ritmo di musica classica e leggera mentre immagini suggestive illuminano i getti d'acqua danzanti. Provo il "pollo a la braza" con papas fritas y anticuchos (pollo alla brace, patate fritte e spiedini di cuore di vacca) in un posto caratteristico denominato "La granja Azul" situato nella periferia di Lima e mi reco a "Las brisas de Titicaca" per ammirare ballerini e ballerine peruviani esibirsi in danze tipiche della zona di Puno. Che spettacolo!
Concludo la mia permanenza a Lima gustando dell'ottimo pisco nel quartiere di Barranco. Scruto l'oceano e mi lascio cullare dal rumore delle onde. E' tempo di pensare a come trascorrere il mio ultimo fine settimana peruviano. Lo so già: Paracas è la mia ultima destinazione!
Il diario del viaggiatore mondiale: "La valle sacra degli Incas"
I miei tour a Cuzco non sono terminati. Il mio prossimo obiettivo è: " El Valle Sagrado de los Incas"! La Valle Sacra degli Incas comprende - tra le altre cose - le città di Urubamba, Pisac e Ollantaytambo. La mia prima tappa è Pisac. Al mio arrivo mi sorprendono sia la serie di terrazzamenti agricoli sia alcune rovine Inca situate in cima ad una collina. Da lì poi, sempre con l'immancabile pullman colmo di turisti, mi reco ad Urubamba: la città più grande della Valle Sacra degli Incas. Anche ad Urubamba ho la possibilità di ammirare numerose rovine Inca e, per mia fortuna, ho anche la gioia di sostare in un caratteristico ristorantino dove trovo ristoro culinario e riparo dalla pioggerellina che dall''alba sino all'ora di pranzo non mi ha mai abbandonato.
L'ultima avventura nel "Valle Sagrado" è dedicata alla visita di Ollantaytambo. Il primo impatto con il sito archeologico è impressionante. Una serie infinita di gradoni mi si parano di fronte con la classica costruzione a terrazzamenti. So già che arrivando in cima potrò godere di una vista eccezionale e so anche che sarà dura: a 2800 metri sul livello del mare l'ossigeno viene meno e la fatica si fa sentire.....! Ad ogni modo ce la faccio e la prima cosa che noto sono i "qollqa": magazzini di fieldstones siti sulle colline circostanti Ollantaytambo. Purtroppo il soroche si ripresenta con la puntualità di un orologio svizzero e sono costretto a fare rientro al pullman per cercare un po' di sollievo.
Al mio rientro a Cuzco ho la febbre a 39 e mi costringo a letto per una giornata intera. Malauguratamente avevo già in tasca il ticket per recarmi a visitare una delle sette meraviglie del mondo" Machu picchu" e, a causa della mia débacle fisica, debbo rinunziare tra lo sconforto e la tristezza. Appena mi sarò ripreso scoprirò che migliaia di turisti sono rimasti bloccati ad Aguas Calientes per una forte alluvione che ha devastato la zona. Aguas Calientes è il più vicino punto di accesso alla città sacra degli Incas di Machu Picchu (in quechua vecchia montagna). Sarei dovuto passare di lì per arrivare a destinazione e sarei rimasto bloccato in mezzo al fango ed alla pioggia per alcuni giorni se non fosse stato per la febbre. A volte ciò che ci sembra essere una sfortuna si rivela, in realtà, la migliore delle sorti.......
L'ultima avventura nel "Valle Sagrado" è dedicata alla visita di Ollantaytambo. Il primo impatto con il sito archeologico è impressionante. Una serie infinita di gradoni mi si parano di fronte con la classica costruzione a terrazzamenti. So già che arrivando in cima potrò godere di una vista eccezionale e so anche che sarà dura: a 2800 metri sul livello del mare l'ossigeno viene meno e la fatica si fa sentire.....! Ad ogni modo ce la faccio e la prima cosa che noto sono i "qollqa": magazzini di fieldstones siti sulle colline circostanti Ollantaytambo. Purtroppo il soroche si ripresenta con la puntualità di un orologio svizzero e sono costretto a fare rientro al pullman per cercare un po' di sollievo.
Al mio rientro a Cuzco ho la febbre a 39 e mi costringo a letto per una giornata intera. Malauguratamente avevo già in tasca il ticket per recarmi a visitare una delle sette meraviglie del mondo" Machu picchu" e, a causa della mia débacle fisica, debbo rinunziare tra lo sconforto e la tristezza. Appena mi sarò ripreso scoprirò che migliaia di turisti sono rimasti bloccati ad Aguas Calientes per una forte alluvione che ha devastato la zona. Aguas Calientes è il più vicino punto di accesso alla città sacra degli Incas di Machu Picchu (in quechua vecchia montagna). Sarei dovuto passare di lì per arrivare a destinazione e sarei rimasto bloccato in mezzo al fango ed alla pioggia per alcuni giorni se non fosse stato per la febbre. A volte ciò che ci sembra essere una sfortuna si rivela, in realtà, la migliore delle sorti.......
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