Al netto del risultato elettorale nascono spontanee alcune
considerazioni. Ad esempio un Movimento
Cinque Stelle deludente, fuori da tutti i ballottaggi, che nell’arco di pochi
mesi è riuscito a perdere per strada decine di migliaia di elettori. A ragione, sottolineo, perché non si può andare a sedere
sullo scranno senza la capacità e la volontà di gestire la cosa pubblica.
Inoltre appare lapalissiano che la politica non è una professione solo in
teoria, perché in pratica lo è eccome e chi si sarebbe dovuto astenere dopo una
triste esperienza amministrativa si è in realtà nuovamente ripresentato,
seguendo la filosofia del partito della pagnotta. Per quanto concerne voti e preferenze questi
vengono accaparrati sulla base delle feste con la porchetta, la gente si ricorda
più di un bicchiere di Sangiovese che del tuo curriculum vitae. Aggiungo poi
che se possono arrivare liete sorprese è certamente grazie ai perfetti sconosciuti,
le antinomie tra amicizie e parentado confermano la regola del
voto attribuito di facciata e non nella cabina elettorale. Questo mio breve ragionamento non è ovviamente
circoscritto al singolo Comune ma è da intendersi in senso lato, applicabile all’intero
territorio nazionale. Torno infine a
porre l’accento sulla necessità di garantire serietà alla politica, quantomeno sulla carta, professionalizzando
il ruolo pubblico con un percorso formativo ad accesso meritocratico.
I contenuti di questo blog concernono fatti di cronaca, politica italiana e politica estera.
martedì 28 maggio 2013
venerdì 10 maggio 2013
Due pesi e due misure
Con l’avvento di Twitter alcuni personaggi noti si sono resi
conti di non essere poi sempre apprezzati dal volgo, hanno subito critiche
feroci che talvolta sono sfociate in veri e propri insulti, da qui lo sdegno
per non essere stati idolatrati come si aspettavano. Il tubo catodico protegge,
il web no, non si scopre di certo oggi. Noi cittadini comuni, noi plebe, siamo
da sempre abituati al contraddittorio informatico. C’è sempre qualcuno che la
pensa diversamente da noi, non per questo scendiamo in piazza a manifestare per
una legge sul web che imbavagli la democrazia. Non si possono eliminare i
“nemici” a piacimento solo perché hanno una visione diversa delle cose, gli
insulti vanno condannati ma non per questo si può pensare che il nostro account
su twitter, facebook e via dicendo sia sempre contornato da rose e fiori. La
campagna mediatica di questi giorni non mi piace affatto: ora che vi siete resi
conto che ci sono persone che esprimono liberamente la propria opinione il
social network non vi piace più? Oh poverini! Applichiamo subito due pesi e due
misure: i personaggi pubblici li inseriamo tra le specie protette del WWF, gli
altri li lasciamo scannarsi tra loro perché in fin dei conti di quelli che non
stanno sotto ai riflettori non importa niente a nessuno. Ma vergognatevi,
deboli che non siete altro, abbiate il coraggio di mettervi in discussione con
il Paese invece di rintanarvi dietro lo sdegno immotivato. Fatevi un esame di
coscienza e se proprio volete uscire dal web – cosa che dubito visto il ruolo
che svolgete – abbiate il coraggio di dire le cose come stanno. SONO UNA
PERSONA VANESIA E NON ACCETTO DI ESSERE CONTRADDETTO/A PERCHE’ A ME INTERESSA
SOLO QUELLO CHE DICO IO E QUANDO LO DICO VOGLIO ESSERE OSANNATO/A.
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