Concludo il mio viaggio in Perù a Paracas: una riserva posta nelle province di Pisco ed Ica. Al mio arrivo con un pullman della compagnia Cruz del Sur trovo l'oceano a poche decine di metri da me. Il sole è accecante e non posso fare a meno di pensare ai repentini cambiamenti climatici (vedi Cuzco con pioggia e freddo) che mi hanno accompagnato durante tutto il mio viaggio. Prendo un taxi per raggiungere lo splendido hotel in cui ho deciso di trascorrere il mio ultimo week-end peruviano. "La Hacienda" è un quattro stelle dotato di ogni confort, collocato in una posizione magnifica, con camere con vista su spiaggia ed oceano e accesso diretto alla gigantesca piscina incastonata tra la parte retrostante dell'hotel, la zona relax ed il ristorante.
Mi rilasso in questo paradiso per un paio d'ore fino all'arrivo di una jeep che mi preleva per condurmi nel deserto costiero della Riserva Naturale di Paracas. Ciò che mi aspetta è un tour a bordo di una macchina munita di quattro ruote motrici e gabbia di protezione. Mi danno un paio di occhialoni anti-sabbia e si parte ad alta velocità per cavalcare le dune del deserto. Che divertimento! Il paesaggio è surreale. Pensare di trovare una zona desertica di 70 km nei pressi dell'oceano è sorprendente. Ancora una volta il Perù mi conferma di essere un Paese meraviglioso dove è possibile mutare scenario paesaggistico con la rapidità di un batter di ciglia.
Trascorsa una ventina di minuti la mia guida - una sorta di campione di rally del deserto - si ferma di botto. E' giunto il tempo di surfare tra le dune. Dopo averla incerata, mi passa una tavola da "skate" priva di ruote, la appoggio sulla sabbia e ci salgo sopra. La pendenza della duna mi porta ad aquistare velocità e, con orgoglio e sollievo, riesco a mantenermi in piedi per tutta la discesa. Rido e sono felice. Ancora un'altra cavalcata per il deserto e faccio rientro al paradisiaco hotel "La Hacienda". Una doccia, un "jugo de granadilla" e mi stendo su di uno dei lettini che circondano la piscina.
L'indomani mattina mi sveglio di buonora, preparo la valigia e lascio l'hotel. Tra poche ore dovrò recarmi all'aeroporto Jorge Chavez per fare rientro in Italia. Ma prima voglio vedere ancora qualcosina. Questo qualcosina sono le "Isole Ballestas". Questa volta il mezzo di trasporto è una barca a motore. La prima cosa che vedo è l'impressionante figura del "Candelabro": una enorme immagine tracciata sulle pendici di un monte nella baia di Paracas. Nessuno fino ad ora ha scoperto chi disegnò questa immensa figura nè il perchè. Esistono numerose ipotesi a riguardo che mirano a dimostrare una relazione tra il candelabro e le Linee di Nacza, situate a 120 km a sud di Paracas; altre invece vedono nell’enorme figura una sorta di punto di riferimento utile alla navigazione utilizzato per guidarsi tra le impenetrabili nebbie della zona.
La navigazione prosegue in direzione delle isole Ballestas. Le isole mi regalano un incredibile scenario marino abitato da volatili e leoni marini. A bordo dell'imbarcazione mi addentro in grotte e formazioni rocciose nelle quali vivono numerose specie marine. Riesco a scorgere con facilità ogni sorta di animali: delfini, pinguini di Humboldt, leoni marini, foche e svariate specie di uccelli acquatici. La straordinaria biodiversità delle isole è dovuta alla corrente fredda di Humboldt (una corrente oceanica che circola nell'Oceano Pacifico a largo del Cile e del Perù da sud verso nord). La quantità di guano incontrata è indescrivibile! Si scorgono grandi depositi (ovvero delle enormi macchie biancastre e maleodoranti) costituiti da questo fertilizzante naturale, che nei decenni passati veniva raccolto ed esportato. La mia visita alle isole Ballestas termina con ancora negli occhi le immagini ed i suoni prodotti dai leoni marini.
Putroppo sono giunto al termine della mia esperieza peruviana. E' tempo di fare rientro in Italia. Dopo 4 ore di pullman raggiungo Lima, prendo un taxi e vado all'aeroporto. Attenderò altre quattro ore prima di imbarcarmi su di un volo Iberia diretto a Madrid. Da lì un altro volo della stessa compagnia mi porterà fino a Bologna: aereoporto Guglielmo Marconi. Salgo sul BLQ (autobus), raggiungo la stazione dei treni e prendo un regionale per Ancona. La mia avventura è davvero finita!
Mi rilasso in questo paradiso per un paio d'ore fino all'arrivo di una jeep che mi preleva per condurmi nel deserto costiero della Riserva Naturale di Paracas. Ciò che mi aspetta è un tour a bordo di una macchina munita di quattro ruote motrici e gabbia di protezione. Mi danno un paio di occhialoni anti-sabbia e si parte ad alta velocità per cavalcare le dune del deserto. Che divertimento! Il paesaggio è surreale. Pensare di trovare una zona desertica di 70 km nei pressi dell'oceano è sorprendente. Ancora una volta il Perù mi conferma di essere un Paese meraviglioso dove è possibile mutare scenario paesaggistico con la rapidità di un batter di ciglia.
Trascorsa una ventina di minuti la mia guida - una sorta di campione di rally del deserto - si ferma di botto. E' giunto il tempo di surfare tra le dune. Dopo averla incerata, mi passa una tavola da "skate" priva di ruote, la appoggio sulla sabbia e ci salgo sopra. La pendenza della duna mi porta ad aquistare velocità e, con orgoglio e sollievo, riesco a mantenermi in piedi per tutta la discesa. Rido e sono felice. Ancora un'altra cavalcata per il deserto e faccio rientro al paradisiaco hotel "La Hacienda". Una doccia, un "jugo de granadilla" e mi stendo su di uno dei lettini che circondano la piscina.
L'indomani mattina mi sveglio di buonora, preparo la valigia e lascio l'hotel. Tra poche ore dovrò recarmi all'aeroporto Jorge Chavez per fare rientro in Italia. Ma prima voglio vedere ancora qualcosina. Questo qualcosina sono le "Isole Ballestas". Questa volta il mezzo di trasporto è una barca a motore. La prima cosa che vedo è l'impressionante figura del "Candelabro": una enorme immagine tracciata sulle pendici di un monte nella baia di Paracas. Nessuno fino ad ora ha scoperto chi disegnò questa immensa figura nè il perchè. Esistono numerose ipotesi a riguardo che mirano a dimostrare una relazione tra il candelabro e le Linee di Nacza, situate a 120 km a sud di Paracas; altre invece vedono nell’enorme figura una sorta di punto di riferimento utile alla navigazione utilizzato per guidarsi tra le impenetrabili nebbie della zona.
La navigazione prosegue in direzione delle isole Ballestas. Le isole mi regalano un incredibile scenario marino abitato da volatili e leoni marini. A bordo dell'imbarcazione mi addentro in grotte e formazioni rocciose nelle quali vivono numerose specie marine. Riesco a scorgere con facilità ogni sorta di animali: delfini, pinguini di Humboldt, leoni marini, foche e svariate specie di uccelli acquatici. La straordinaria biodiversità delle isole è dovuta alla corrente fredda di Humboldt (una corrente oceanica che circola nell'Oceano Pacifico a largo del Cile e del Perù da sud verso nord). La quantità di guano incontrata è indescrivibile! Si scorgono grandi depositi (ovvero delle enormi macchie biancastre e maleodoranti) costituiti da questo fertilizzante naturale, che nei decenni passati veniva raccolto ed esportato. La mia visita alle isole Ballestas termina con ancora negli occhi le immagini ed i suoni prodotti dai leoni marini.
Putroppo sono giunto al termine della mia esperieza peruviana. E' tempo di fare rientro in Italia. Dopo 4 ore di pullman raggiungo Lima, prendo un taxi e vado all'aeroporto. Attenderò altre quattro ore prima di imbarcarmi su di un volo Iberia diretto a Madrid. Da lì un altro volo della stessa compagnia mi porterà fino a Bologna: aereoporto Guglielmo Marconi. Salgo sul BLQ (autobus), raggiungo la stazione dei treni e prendo un regionale per Ancona. La mia avventura è davvero finita!