Anna Shalabayeva is the wife of Mukhtar Ablyazov, the founder of the main party in opposition of the kazakh Government of Nazarbayev. Ablyzaov was accused of the steal of five billion dollars but this was not proved and probably was just a strategy of the kazakh Government to get his silence. Ablyazov was put in jail and tortured until 2003, when Amnesty International helped him to get out from prison. Then he decided to escape with his wife and daughter before in Russia and after in England. When this last refuge became insecure Anna Shalabayeva moved to Italy. At the end of may 2013 the italian authorities expelled Anna from the country even if they had no power to do that. According to me this happened due to the pressure of the kazakh Government who wants to hold Ablyazov under control. At the beginning of july italian media gave the news of the expulsion of Anna , emphasizing that Italy had no right to do that. Yesterday our Minister of the Interior, Angelino Alfano, told to the Parliament that the Government didn’t know about Anna and her daughter, they didn’t know about Ablyazov, they didn’t know nothing. But this is not true and that’s the reason why part of the country is asking the resignation of Alfano. It seems that there is no time for the reforms whom Italy would need.
I contenuti di questo blog concernono fatti di cronaca, politica italiana e politica estera.
mercoledì 17 luglio 2013
giovedì 11 luglio 2013
IL DESTINO DI UN PAESE NEL DISPOSITIVO DI UNA SENTENZA
<<
Non ci saranno conseguenze sul Governo >>
- Queste le parole del Presidente del Consiglio Enrico Letta sui
processi a Silvio Berlusconi durante la trasmissione di Giovanni Floris di
martedì scorso. << Se Berlusconi
fosse condannato all'interdizione dai pubblici uffici, sarebbe molto difficile
che un Pdl acefalo del suo leader possa proseguire l'esperienza del Governo
Letta >> - Queste le parole dell’ex Presidente del Senato Renato Schifani
durante la trasmissione odierna di “Radio anch’io”. Ecco, quello che vorrei
sottolineare, è che malgrado le rassicurazioni
di Letta la sola verità incontrovertibile è che il destino di questo Paese è
indissolubilmente legato al pronunciamento della Corte di Cassazione del
prossimo 30 luglio. Questo per una ragione molto semplice: il Popolo della
Libertà sta a Silvio Berlusconi come il cane sta al suo padrone. E’ facile quindi capire la fragilità del
nostro futuro, un futuro che necessita di interventi profondi che allo stato
siamo impossibilitati dal poter fare, persi nel vaneggiamento di una democrazia
miope che poggia le proprie basi su un terreno argilloso. L’interruzione dei
lavori parlamentari è stato l’ennesimo atto deprecabile di un’agonia cha va
avanti da anni, agonia passata attraverso grottesche manifestazioni contro la
magistratura e proseguita con il placet del Partito Democratico, tenuto per gli
attribuiti dall’avversario politico di sempre. La mia vuole essere la presa di coscienza di
una situazione insostenibile, frutto di collusione politica e interessi
privati. Facciamola finita con la demagogia, smettiamola di sbeffeggiare il popolo
italiano con la retorica della vecchia Democrazia Cristiana, diciamo le cose
come stanno e cioè che una condanna di Berlusconi porterebbe alla caduta del
Governo e al prosieguo dello stallo riformatore che ha aggravato la nostra
condizione economica e sociale e che continuerà a farlo nonostante le
dichiarazioni di facciata. Con questo non voglio dire che Berlusconi non debba
essere condannato, tutt’altro, la legge deve essere uguale per tutti e sul fatto che l’ex Premier si sia reso
attore di condotte delittuose personalmente ho pochi dubbi. Ergo, alla luce di ciò, credo sia più giusto
staccare la spina ora, evitando di proseguire con politiche dilatorie che hanno
come unico obiettivo quello di prendere tempo. L’IMU? Rinviamo e poi si vedrà.
L’IVA? Aspettiamo qualche mese e tiriamo a campare. Io non voglio un Governo
che tiri a campare, voglio un Governo che attui provvedimenti di carattere
sostanziale, volti a favorire la crescita e a non frustrare l’economia ma
semmai ad incentivarla. Un regime di pressione fiscale come quello attuale non
fa che deprimere l’italiano medio! Tagliamo la spesa pubblica, tocchiamo gli
interessi privilegiati e SOPRATTUTTO rinnoviamo la classe dirigente. Non con
persone anagraficamente più giovani, ma con uomini e donne capaci e competenti.
Spero di non essermi dilungato troppo e soprattutto di non avervi annoiato.
Allego un jpg esplicativo dell’Italia di oggi.
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