venerdì 26 agosto 2011

Rubrica: "Le frasi che mi sono piaciute"

"Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levò alle sei, fece la doccia, si rase, si vestì, gustò la colazione, fumò un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si svegliò a mezzogiorno." - Ennio Flaiano

mercoledì 24 agosto 2011

Un grido di libertà

Quando la pressione è forte un regime rischia di saltare. Questo è quello che è successo negli ultimi anni in Nord Africa dove fame, carenza d’occupazione e voglia di libertà hanno dato luogo ad un vero e proprio Tzunami democratico. E’ chiaro: “quando un despota viene destituito v’è il rischio che ne subentri un altro”. Ad ogni modo oggi dobbiamo festeggiare per la caduta di Muammar Gheddafi e già da domani dovremo pensare allo scenario politico che verrà a costituirsi. Dovremo cercare il filo diplomatico in grado di tessere la tela dell’unione. Un unione fatta di rispetto per l’altrui pensiero. Sia esso politico, sociale, religioso od economico. L’uomo va rispettato come tale, indipendentemente dal disaccordo che può venire a crearsi con chi non condivide un’opinione, indipendentemente dal nostro orgoglio. Oggi, però, un grido di libertà risuona splendente nel cielo libico.

domenica 21 agosto 2011

Muammar Gheddafi closer to his end

After forty years of dictatorship of Colonel Muammar Gheddafi, rebels are close to defeat the libyan leader whit a last attack on Tripoli. These days in Libya are days of blood and freedom. The ex right arm and close friend of Muammar Gheddafi, Abdessalem Jalloud, is actually joining the riot and according to the international media he exhorted the Libyan population to repudiate the Colonel. The President of the CTN Mustafa Abdel Jalil, interviewed from Al Arabiya television, told that in case of capture of Muammar Gheddafi he will be judged as a prisoner of war. Is this the beginning of a true democracy for the libyans?

martedì 2 agosto 2011

Una Comunità Internazionale fantasma.

Chi fa chi e chi fa cosa? – Questo è uno degli interrogativi che mi verrebbe da porre agli alti rappresentanti della Comunità Internazionale. Le cronache dei media non fanno altro che riportare massacri di civili, stragi di innocenti, stupri di massa e chi più ne ha più ne metta. La verità , però, è che spesso queste denunce rimangono passive di fronte alle ingiustizie della realtà. Futile inchiostro su di un futile pezzo di carta. Anche quest’oggi, sfogliando le pagine di vari quotidiani, non posso fare a meno di inorridire di fronte alle nefandezze del regime di Damasco. Tra le righe mi colpisce un periodo in particolare: “…. un bilancio che si aggiunge agli oltre 130 morti del fine settimana e che ha destato viva preoccupazione nella comunità internazionale ….”. Sono anni, mesi e giorni che i popoli di tutto il mondo lottano continuamente per i più basilari diritti umani e sono anni, mesi e giorni che vengono abbandonati a se stessi. Soli in un bagno di sangue che nel più fortunato dei casi servirà solo a destare viva preoccupazione nella comunità internazionale. Se si deve agire solo laddove l’interesse economico risulta forte sarebbe molto più saggio dire ai civili di una nazione in lotta contro un despota che se la devono cavare da soli. Quantomeno risparmierebbero fiato importante!