mercoledì 9 novembre 2016

CADUTI NELLA TRUMPOLA

Parliamoci chiaro: gli Usa si sono ritrovati a dover scegliere tra due mali. La ricerca del male minore avviene spesso in politica. E' avvenuto in Italia, è avvenuto in altri Paesi e avverrà ancora. Sfido ad avere certezze negli ultimi anni ed a dire voto per Tizio, voto per Caia, perché credo fermamente in lui/lei e sono sicuro che farà bene. Di certezze a mio giudizio ce ne sono poche, esistono più che altri flebili speranze per un futuro migliore, coltivate talvolta sui rancori e sulle frustrazioni della vita di tutti i giorni. I sondaggi davano per certa la vittoria di Hillary Clinton. E allora cos'è successo? E' successo che buona parte della popolazione degli Stati Uniti, una parte silente, arrabbiata e frustrata; ha idealizzato Donald Trump elevandolo a valvola di sfogo del malcontento generale. "Gli extracomunitari ci rubano il lavoro", "I musulmani sono tutti terroristi"; frasi che leggo spesso sui social network. Queste esternazioni xenofobe e fasulle fanno breccia nelle menti deboli e nei cuori avvelenati, provocando un sentimento di rivalsa ingiustificato, che alcuni decidono di manifestare esplicitamente mentre altri, in maniera più subdola, esprimono in silenzio, con il voto elettorale, per poi magari vergognarsene. Ecco, io è di questi ultimi che ho paura. Temo il silenzio. Perché i sondaggi non riescono a comprendere il silenzio. Lo stesso silenzio che ha portato Londra ad uscire dall'Europa quando nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Penso che la stessa cosa sia successa negli Stati Uniti. Trump ha avuto atteggiamenti volgari nei confronti delle donne, delle comunità ispaniche e di quelle di religione musulmana; e malgrado sia stato aspramente criticato dai media, ha vinto. Con ogni evidenza sono in tanti a pensarla come lui. Quando la condizione economica e sociale peggiora - mi riferisco in special modo alla c.d. classe media - è facile cedere all'odio. Un odio manifesto oppure silente. Ed è sul secondo che il 45esimo Presidente degli Stati Uniti ha posto le basi della propria vittoria.

domenica 22 marzo 2015

“TRINACRIME” – di Alessandro Vizzino

In questa domenica di lacrime di pioggia, che pare fare il verso al principio di primavera, ho impiegato ottimamente il mio tempo nell’ultimare la lettura del libro verità dello scrittore laziale Alessandro Vizzino dal titolo “TRINACRIME”, storia di un pentito di mafia. Il romanzo narra la storia di Tonio Sgreda (nome di fantasia) alias ‘u scarparu, poiché figlio di calzolaio, che da piccolo delinquente diventa uomo d’onore della famiglia malavitosa Purtaventi – Santimarra. La vita di Sgreda è l’ascesa nella gerarchia di Cosa Nostra di un guappo di umili origini, che campa di rapine, estorsioni et financo omicidi di c.d. lupara bianca. Ma ad ogni ascesa illecita corrisponde quasi sempre una rovinosa caduta nel baratro di una ritrovata coscienza, che culmina con l’incarcerazione di Sgreda e col suo conseguente pentimento. Mi colpisce della scrittura del Vizzino la sua ecletticità, il suo sapersi rinnovare, con opere di carattere diverso. Dello stesso autore ricordo infatti il thriller futurista “Sin” ed il poliziesco a sfondo storico “La culla di Giuda”, certamente romanzi dalle tinte diverse rispetto a “Trinacrime”, ma egualmente accattivanti e certamente meritevoli dell’attenzione dell’opinione pubblica. Bene l’idea di contrapporre in quest’ultimo libro l’anima di un ex magistrato e quella di un pentito di mafia, bene inoltre i richiami storici che ripercorrono gli anni di piombo, la politica stragista di Cosa Nostra e la crisi della Prima Repubblica. Dolorosi i passaggi che ricordano i tanti omicidi per mano mafiosa degli eroi di Stato tra i quali spiccano per efferata crudeltà quelli dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Utili a rispolverare la memoria italiana poi le parole spese per la strage di Ustica, per il rapimento di Aldo Moro e per la strage della stazione di Bologna. Un tuffo nel de profundis dell’Italia peggiore, ferite mai rimarginate, sulle quali una giustizia sommaria e spesso contraddittoria continua ancora oggi a spargere sale. Un plauso infine al seguente periodo letterario che mi trova in pieno accordo: “Cosa nostra morirà soltanto quando tutti noi, da italiani e da esseri umani, sapremo scacciarla dalle nostre menti, da distorte abitudini, da un’ancestrale cultura, consci che un pezzo di Cosa nostra, in un modo o nell’altro, è purtroppo dentro ognuno di noi”. Lettura vivamente consigliata.

domenica 1 marzo 2015

"IL SECOLO CINESE" di Federico Rampini

Ho molto apprezzato la lettura del libro di Federico Rampini "Il secolo cinese". L'ho trovato illuminante, facilita la comprensione della Cina per chi sceglie di provare a capirne gli aspetti, pur controversi che siano. L'analisi socio economica e politica è lucida, si riflette sulla questione di Hong Kong, su quella di Taiwan e su quella del Tibet. Si toccano tutti i nodi cruciali dell'evoluzione e sviluppo cinesi, come il grande balzo in avanti, la strage di Piazza Tienanmen e la crescita dell'economia di mercato. Un ottimo saggio.

sabato 16 agosto 2014

MA L’ERBA DEL VICINO E’ DAVVERO SEMPRE PIU’ VERDE?

L’epoca critica che stiamo attraversando spinge le persone a fare le considerazioni  più disparate, a trovare soluzioni fantasiose a problemi concreti, prima tra queste è certamente la fuga all’estero. Ora, al di là dei sogni di gloria, io credo che se la volontà è quella di costruire un futuro migliore chissà dove, la cosa vada pianificata seriamente. Altrimenti, certi pensieri, è meglio lasciarli morire nell’anticamera del cervello onde evitare di aggravare lo status psicologico già precario di chi li concepisce. Per cambiare vita, servono i presupposti necessari, perché come dice un vecchio proverbio << Chi lascia la strada vecchia per la nuova non sa mai quel che trova >>.  Paese nuovo, problemi diversi, ma pur sempre problemi. Partire allo sbaraglio è un errore,  bisogna puntare in primis sull’ottima conoscenza della lingua straniera, in secundis su qualche aggancio sul posto (parenti, amici o conoscenti) e per finire su risorse economiche sufficienti a garantire  il saldo dell’inevitabile spesa iniziale. Se quanto appena elencato vi risulta impossibile beh, allora è meglio che lasciate perdere, datevi da fare a casa vostra e non abbattetevi mai. Risparmierete tempo e preziose energie e magari vi renderete conto che il vostro giardino è uguale a quello degli altri e in certi casi addirittura migliore. 

venerdì 8 agosto 2014

Quel che è VS Quel che dovrebbe essere

In Italia vige un codice non scritto, moralmente deprecabile quando non legalmente discutibile, che viene avallato per consuetudine popolare. Mi riferisco al vivi e lascia vivere, perché anche se non sta bene lo fanno tutti, quindi va bene così. Quante volte andiamo al bar e non ci viene fatto lo scontrino, quante volte parcheggiamo sotto il ricatto di un qualche parcheggiatore abusivo,  non per  questo ci mettiamo a litigare col barista o col parcheggiatore abusivo.  Lo accettiamo come parte del nostro quotidiano.  E ci spingiamo oltre. Come nel caso dei falsi invalidi, che truffano lo stato col placet di qualche medico connivente. Delle finte  partite IVA:  formalmente imprenditori, de facto lavoratori subordinati. Segue il lavoro sommerso, su cui poggiano le fondamenta di questo bistrattato Paese. Il gridare allo scandalo m’infastidisce per mancanza di coerenza, ci stupiamo di certi comportamenti ma siamo i primi a perpetrarli, vendendo la coscienza per puro interesse di parte. Se non siamo pronti a dar battaglia è ridicolo sventolare a mezz’asta la bandiera della morale.  Chi è nel giusto corre il rischio dell’emarginazione. Ecco perché scendiamo a compromessi. Ma nessuno lo dice perché guardare il torto in faccia mette a nudo un’anima vile.

lunedì 7 luglio 2014

IL MONDO DEL LAVORO SECONDO ME

Se domanda ed offerta non s'incontrano è anche perché il modo di porsi tra candidato ed azienda è sbagliato. Il primo si domanda come l'azienda potrà risolvere i suoi problemi, la seconda si chiede se ha davanti la persona giusta per il ruolo che dovrà ricoprire in futuro. Capite bene che queste due prospettive non coincidono e tenderanno a non incrociarsi quasi mai, come rette parallele che viaggiano su binari distinti. Il candidato deve capire che prima di chiedere deve dimostrare di poter dare, solo sul medio periodo potrà avanzare delle pretese, portando risultati e rendendosi importante per il datore di lavoro. Perché in fase di selezione non si è sullo stesso piano. E' l'azienda ad avere il coltello dalla parte del manico. Quindi non si possono fare domande del tipo: "Quanto mi date?", "Ma devo lavorare pure il week-end?", "E la benzina?", "Mi fate il contratto a tempo indeterminato?". Se le fate verrete scartati, inquadrati subito come possibili piantagrane e per di più sfaticati. Davanti a voi avete qualcuno che deve valutare costi e benefici della vostra assunzione, deve capire se potrete dargli qualcosa in più rispetto a quello che vi dovrà dare lui. I lavoratori costano, tanto, così come le normative che bloccano il mercato con tutele che spaventano gli imprenditori spingendoli a limitare il personale al minimo indispensabile e forse oltre il minimo indispensabile. Oggi si chiede flessibilità, disponibilità, lavoro duro e rispetto delle direttive. Il contraddittorio viene visto come fonte di problemi, i se e i ma indispettiscono, potrà sembrare un regime crudele, militare, è però la realtà delle cose. 

domenica 6 luglio 2014

IQUITOS

Iquitos è una cittadina peruviana che si trova nella "selva", la parte amazzonica del Perù, è da lì che si può partire per navigare il Rio delle Amazzoni e così addentrarsi nella natura più selvaggia. Per arrivare ad Iquitos è necessario prendere un volo dall'aeroporto Jorge Chavez di Lima, personalmente ho viaggiato con la Peruvian Airlines, che consiglio per essere certamente meno cara rispetto alla più nota Lan. Il viaggio è relativamente breve ma il cambio di clima e di atmosfera rispetto alla capitale è radicale. Nella selva il caldo è spesso opprimente soprattutto nei mesi di luglio ed agosto, dove sono presenti piogge torrenziali che non rendono le escursioni agevoli. Il consiglio è quindi di recarsi ad Iquitos nei mesi precedenti, come maggio o giugno (quando si tiene la nota festa di San Juan). Come precauzione è indispensabile il vaccino contro la febbre gialla, bisogna inoltre munirsi di repellente contro gli insetti che nella selva sono onnipresenti. Personalmente ho deciso di non fare la profilassi antimalarica, non l'ho ritenuto necessario, anche alla luce dei possibili effetti collaterali. Ad Iquitos si vive per gran parte di turismo, caccia e pesca. Non è quel che si dice una città ricca, sono presenti poche auto, si gira più che altro coi moto-taxi che potete vedere in foto (Foto 1). Per dormire, in base al rapporto qualità/prezzo, consiglio l'hotel "La Casona". E' un posto pulito, con connessione wi-fi e camere decenti. Per lo shopping sono presenti numerosi negozietti di artigianato locale. I prezzi - così come in tutto il Perù - sono assolutamente accessibili e di molto inferiori rispetto a quelli europei. Un euro vale infatti circa 3.70 Nuevos Soles (la moneta nazionale del Perù). Colpisce ahimè la povertà di tanti ed in particolare il quartiere di Belen, dove la gente vive in catapecchie di legno che poggiano sul fiume. La chiamano la Venezia amazzonica ma vi assicuro che di Venezia non ha proprio un bel nulla. Anche in questo caso le foto esprimono quel che le parole non potrebbero (Foto 2 - 3). Una cosa che consiglio di vedere è la riserva naturale dei lamantini ( c.d. manatì), mammiferi acquatici in via di estinzione che si nutrono principalmente di banane ed insalata, sono molto dolci e fondamentali per la conservazione della biodiversità. Quanto al cibo beh, trovate tutti i piatti tipici peruviani, come il ceviche (pesce crudo), la papa a la huancaina (patate con una salsa particolare e molto buona), arroz con pollo (riso e pollo) e il paiche ovvero l'arapaima che rappresenta una delle più grandi specie di pesci d'acqua dolce al mondo (Vedi Video). Suggerisco di restare ad Iquitos uno od al massimo due giorni e di dedicare il resto del viaggio al Rio delle Amazzoni, alle popolazioni che potete incontrare sulle sue sponde (Foto 11 ) e a piante ed animali ( Foto 5 - 6 - 7 - 8 - 10); stabilendo come base di sosta uno dei numerosi lodge che è possibile riservare direttamente da internet. Qui è dove sono stato io (Foto 4 -9).
Foto 10 - Tucano
Foto 14 - Piante

Foto 11 - Gruppo indigeno degli Yagua

Foto 13 - Piante




Foto 9 - Lodge 
Foto 2 - Belen
Foto 5 - Scimmia
Foto 6 - Pappagalli
Foto 7 - Bradipo

Foto 12 - Rio delle Amazzoni

Foto 8 - Anaconda

Foto 3 - Belen
Foto 1 - Moto Taxi
Foto 4 - Lodge