sabato 16 agosto 2014

MA L’ERBA DEL VICINO E’ DAVVERO SEMPRE PIU’ VERDE?

L’epoca critica che stiamo attraversando spinge le persone a fare le considerazioni  più disparate, a trovare soluzioni fantasiose a problemi concreti, prima tra queste è certamente la fuga all’estero. Ora, al di là dei sogni di gloria, io credo che se la volontà è quella di costruire un futuro migliore chissà dove, la cosa vada pianificata seriamente. Altrimenti, certi pensieri, è meglio lasciarli morire nell’anticamera del cervello onde evitare di aggravare lo status psicologico già precario di chi li concepisce. Per cambiare vita, servono i presupposti necessari, perché come dice un vecchio proverbio << Chi lascia la strada vecchia per la nuova non sa mai quel che trova >>.  Paese nuovo, problemi diversi, ma pur sempre problemi. Partire allo sbaraglio è un errore,  bisogna puntare in primis sull’ottima conoscenza della lingua straniera, in secundis su qualche aggancio sul posto (parenti, amici o conoscenti) e per finire su risorse economiche sufficienti a garantire  il saldo dell’inevitabile spesa iniziale. Se quanto appena elencato vi risulta impossibile beh, allora è meglio che lasciate perdere, datevi da fare a casa vostra e non abbattetevi mai. Risparmierete tempo e preziose energie e magari vi renderete conto che il vostro giardino è uguale a quello degli altri e in certi casi addirittura migliore. 

venerdì 8 agosto 2014

Quel che è VS Quel che dovrebbe essere

In Italia vige un codice non scritto, moralmente deprecabile quando non legalmente discutibile, che viene avallato per consuetudine popolare. Mi riferisco al vivi e lascia vivere, perché anche se non sta bene lo fanno tutti, quindi va bene così. Quante volte andiamo al bar e non ci viene fatto lo scontrino, quante volte parcheggiamo sotto il ricatto di un qualche parcheggiatore abusivo,  non per  questo ci mettiamo a litigare col barista o col parcheggiatore abusivo.  Lo accettiamo come parte del nostro quotidiano.  E ci spingiamo oltre. Come nel caso dei falsi invalidi, che truffano lo stato col placet di qualche medico connivente. Delle finte  partite IVA:  formalmente imprenditori, de facto lavoratori subordinati. Segue il lavoro sommerso, su cui poggiano le fondamenta di questo bistrattato Paese. Il gridare allo scandalo m’infastidisce per mancanza di coerenza, ci stupiamo di certi comportamenti ma siamo i primi a perpetrarli, vendendo la coscienza per puro interesse di parte. Se non siamo pronti a dar battaglia è ridicolo sventolare a mezz’asta la bandiera della morale.  Chi è nel giusto corre il rischio dell’emarginazione. Ecco perché scendiamo a compromessi. Ma nessuno lo dice perché guardare il torto in faccia mette a nudo un’anima vile.