giovedì 24 maggio 2007

Università....

Ed ecco un altro dei temi che mi stà particolarmente a cuore:l'università!Al giorno d'oggi mi trovo costretto a districarmi tra crediti e creditucci che il trattato di Bologna istitutivo del famigerato 3+2 ha creato.A mio modesto giudizio tale sistema si è rivelato essere una cazzata colossale.Ciò è stato dimostrato anche dalla recente riforma delle facoltà di giurisprudenza introducente la cosiddetta laurea magistrale (vecchio ordinamento maggiorato da un anno in più di studi).Tale riforma credo sia la dimostrazione di come "tutti" abbiano riconosciuto il madornale errore compiuto con il trattato di Bologni.E' vero:ci si laurea prima.Ma qual è l'effettivo valore d'una laurea di primo livello?Inoltre:la laurea specialistica è un inutile doppione della laurea di primo livello o serve effettivamente a qualcosa?Ancora:è preferibile per entrare nel mondo del lavoro un master di primo livello successivo alla laurea triennale o terminare il proprio corso di studi arrivando a 26-27 anni con il rischio poi di restare precari per anni (sia chiaro che questo rischio c'è anche a 22-23 anni però,magari,il fattore età puo' essere fondamentale per la selezione d'un candidato a qualsiasi posto di lavoro)?A questi dubbi non ho trovato una risposta che mi soddisfacesse ergo non mi rimane altro che fare un bel tuffo al buio e tenere le dita incrociate.Prossimamente affronterò il tema degli assistenti e ricercatori universitari.Il dramma d'una categoria schiavizzata da un Leviatan:il docente universitario ultrasettantenne.Ne rimarrà soltanto uno uahahahahha....:D

2 commenti:

Kevin ha detto...

Eh si, l'università anche secondo me è nettamente peggiorata. Ho avuto la fortuna di scampare per un anno alla riforma, e laurearmi con una vecchia quadriennale, ma essendo ancora inserito con un post laurea riesco a vedere cosa succede a quei ragazzi che hanno avuto, per me, la sventura di capitare sotto questa riforma. Penso che non necessariamente i laureati arrivino prima sul mercato del lavoro. Ci sono poi alcune cose strutturali che personalmente non condivido (parlo a livello generale, non solo di univesità umanistiche di cui faccio parte)
1) Si sono mantenuti fondamentalemtne gli stessi esami riducendo i programmi (talvolta non in modo drastico). In pratica in meno anni si danno gli stessi esami, ma con programmi più ridotti e con meno tempo per prepararli. Dunque a livello qualitativo ci vedo un peggioramento.
2) In alcune facoltà è molto mutata la modalità dell'esame. La creazione di parziali ha reso la struttura universitaria molto più simile a quella della scuola superiore, eliminando quello che poteva essere anche un difetto, ma che secondo me era un pregio, gli appelli di fine anno o di fine semestre. Questo ha comportato in alcuni casi l'aumento degli scritti a discapito degli orali. (questo non è detto che sia solo negativo).
3) Le specialistiche non offono un'offerta realmente alternativa e approfondita rispetto alle triennali, e hanno dei costi esorbitanti. Molti docenti non sono ancora riusciti ad adattarsi a questa nuova carriera di studio e questo comporta che gli studenti si devono fare almeno 2 volte le stesse materie senza averne realmente un aumento di competenze o preparazione.
3) La nascita delle triennali ha portato ad aumentare a dismisura i corsi di Laurea e gli insegnamenti. Emblematico è il corso di Storia di Genere delle donne che era stato attivato a bologna a Storia. Certi corsi con pochissimi iscritti e la presenza di esami che all'apparenza sono molto interessanti, ma in pratica sono più dispersivi e semplici sottoinsiemi di materie che una volta erano più complete.
4) La struttura dei corsi di laurea nella mia facltà, con un calcolo matematico dei crediti (altra cosa molto negativa introdotta!), ha lasciato meno libertà alla creazione di un curiculum personalizzato. Nel mio corso di studi avevo solo 6 esami su 22 fondamentali, gli altri potevano essere scelti da una lista abbastanza lunga di complementari, cosicchè all'interno dello stesso corso di laurea, si potevano creare dei percorsi alternativi: chi mirava all'insegnamento di lettere, chi di storia, chi voleva fare l'archeologo, chi l'archivista, chi lo storico. Insomma c'era una maggiore flessibilità in corso, cosa che ora è stata molto più regolamentata.

Sembrerò nostalgico e forse negativo, ma l'impressione è che l'attuale sistema universitario prepari meno bene e non sempre accorci i tempi. forse bisogna però lasciare il tempo che il sistema entri in vigore al 100%, con tutti gli assestamenti del caso (es. Giurisprudenza che ha riformato ancora il suo ordinamento) Staremo a vedere...

Luca Giangiacomi ha detto...

Concordo pienamente con quanto da te detto.E' triste vedere il continuo peggiorare dell'università italiana ed è ancor piu' triste se tali peggioramenti li subisci sulla tua pelle.La cosa drammatica è che,a mio giudizio,tentando di rimediare a quanto di male fatto nel passato si rischia di peggiorare ancor di più.Insomma Kevin:diventa al più presto rettore dell'Alma Mater bolognese o qui la barca affonderà inesorabilmente.1 saluto