In questi due mesi e mezzo di mia totale assenza dal blog il paventarsi di una crisi economica mondiale è diventato un'amara certezza. Le borse di ogni paese fanno su e giù manco fossero montagne russe ed i leaders del globo stanno cercando - almeno dicono - una soluzione al problema. Quello che ci viene detto è di essere ottimisti sul futuro. Facile a dirsi ma non a farsi. Quando mancano i soldi per arrivare alla fine del mese mantenere un sorriso di pura apparenza è quasi una "mission impossible". I posti di lavoro latitano e molti di quelli che prima avevano un impiego ora sono in cassa integrazione.
Domani è Natale. Io dico che sarà un Natale precario sotto ogni punto di vista. Dal punto di vista del giovane studente universitario in procinto di affacciarsi sul mondo del lavoro privo di concrete speranze a quello dell'anziano che tira a campare con una pensione ridicola. Dal punto di vista di chi ha appena messo al mondo un figlio e vive in un'atmosfera di costante preoccupazione a quello del dipendente di celebri aziende fallite o sull'orlo del fallimento che si ritrova in mezzo ad una strada. Ad ogni modo domani si mangerà il panettone. Un panettone senza canditi......
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