Una nuova avventura, un nuovo viaggio. Per ritemprare mente e fisico decido di prendermi una settimana di relax e di partire per la Sicilia. Il periodo è ottimale: fine maggio - inizio giugno. Pochi turisti, prezzi contenuti e tempo gradevole. Un volo della ryan-air mi porta dal capoluogo dorico fino alla città di Trapani in poco più di un'ora. La nostra destinazione - faccio parte di una comitiva di undici persone - è la splendida San Vito Lo Capo. Dall'aeroporto di Trapani prendiamo un autobus fino in città. Da lì, sfortunatamente, non troviamo alcuna coincidenza per San Vito. Cerchiamo di noleggiare un paio d'auto che purtroppo non riusciamo a trovare. Siamo preoccupati: si avvicina la sera e non sappiamo come fare per raggiungere la notra meta.
Con un colpo di fortuna troviamo ristoro in una piccola pasticceria del luogo. Il titolare, uomo simpatico e gentile, dopo averci offerto degli squisiti dolcetti alla mandorla ci chiama due taxi che, di lì a poco, ci condurranno a destinazione. Gli appartamenti che avevamo prenotato in precedenza sono gradevoli ed iniziamo finalmente a respirare aria di vacanza. Dopo un rapida cenetta ed un sonno ristoratore siamo pronti per vivere San Vito Lo Capo. San Vito offre uno spettacolo paesaggistico meraviglioso. Le viuzze caratteristiche sono piene di negozietti colmi di souvenirs e di ristoranti caratteristici. I nostri alloggi sono al centro della cittadina ed il mare dista solo un centinaio di metri dai nostri appartamenti. In spiaggia camminiamo leggiadri sulla sabbia vellutata ed ammiriamo il mar Mediterraneo in tutto il suo splendore e limpidezza. La cornice è quella delle fiabe.
Per pranzo decidiamo di concederci degli arancini e del pane cunzato nella pizzeria "Da Salvo". Posto accogliente, prezzi economici e mangiare buonissimo. Nel primo pomeriggio riusciamo ad affittare due macchine. San Vito è bella ma non ci accontentiamo e vogliamo vedere tutto ciò che è possibile in soli 6 giorni. Nel pomeriggio facciamo tappa alla riserva naturale dello Zingaro. Quello che ci aspetta è uno scenario suggestivo da cartolina. Calette per pochi intimi con panorami mozzafiato. Certo, bisogna conquistarsele con un po' di fatica ma, vi assicuro, ne vale la pena. Ciò che consiglio per chi si avventurerà nella riserva è di portarsi panini ed acqua a sufficienza. Tutto è assolutamente naturale e non troverete ne bar ne chioschi dove fare acquisti. In compenso troverete il museo delle attività marinare e quello della civiltà contadina che potrete visitare lungo il percorso per la grotta dell'Uzzo.
Di rientro a San Vito prepariamo una bella cenetta a base di vino bianco e rosso, gamberoni, insalata di mare, tonno fresco e pane alle olive. Concludiamo con alcuni dolcetti ed un amaro alla mandorla del luogo. Il giorno seguente facciamo tappa a Trapani. Siamo pronti per andare a visitare l'isola del Commissario Lo Gatto: "Favignana". Anche qui le attese non tradiscono. Dopo una quarantina di minuti di traghetto arriviamo sulla più conosciuta delle isole Egadi. Decidiamo di affittare delle biciclette in loco e di iniziare a perlustrare Favignana. Nel nostro peregrinare optiamo per andare a "Cala Rossa". Una zona naturale da guadagnarsi scendendo per alcuni scoscesi stradelli e che, una volta raggiunta, ci regala emozion da fare palpitare il cuore. L'acqua è fredda e cristallina. Stendiamo gli asciugamani sul manto roccioso e respiriamo aria di libertà.
Di ritorno da "Cala Rossa" andiamo verso il centro dell'isola. Compriamo alcune focacce da un fornaio e le mangiamo avidamente. Dopo le focacce ci concediamo anche un gelato incredibilmente buono. Scelgo tre gusti: zuppa inglese, pistacchio e cassata. Che goduria!! Al calar del tramonto prendiamo il traghetto delle 18:30 per fare rientro a Trapani e, da lì, le macchine che avevamo parcheggiato nei pressi della zona portuale.
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