Mentre seguivo per televisione il discorso di Giorgio
Napolitano mi sono sinceramente vergognato per tutti quei deputati e senatori
che applaudivano il Presidente quasi
come se le atroci parole di monito non li riguardassero. Costringere un uomo a
sedere su una poltrona che non vuole è il più grande fallimento delle
istituzioni: mai la politica italiana ha toccato un punto così basso nel corso
della sua storia! Neppure con lo scandalo Manipulite, neppure con le stragi di
piombo degli anni 70’/80’. Tutti lì, serpi adoranti sepolte dagli insulti, mi
fate ribrezzo. Avete prodotto stallo, corruzione e brama di potere; e come se
ciò non bastasse siete stati addirittura ricompensati per la vostra debacle
umana. Non c’è bandiera che si salvi. Né quella di Berlusconi, effige del
degrado degli ultimi trent’anni; né quella di Bersani, perdente di lusso dalle
scelte capestri; e neppure quella di Grillo che s’è rivelato un’autentica
delusione per tutti quelli che l’hanno votato nella speranza di un cambiamento.
Quanto poi all’atteggiamento tenuto dai parlamentari del Movimento Cinque
Stelle durante le parole del Presidente della Repubblica è quanto di più
indecente si sia mai visto nell’aula di Montecitorio. Troppo comodo fare
opposizione sul qualunquismo, servono competenze che state dimostrando di non
possedere, il risultato elettorale delle regionali friulane ne è la palese
conferma. Che tristezza! Mi spiace profondamente per Giorgio Napolitano che si trova
impantanato tra anime indegne, costretto a mantenere un ruolo diplomatico nel
desiderio di mandare tutti al diavolo. Mi auguro di cuore che la scelta di
Enrico Letta si riveli capace di costruire un Governo che elimini una volta per
tutte il Porcellum e che produca quelle riforme necessarie a risollevare il
Paese dalle macerie.
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