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Non ci saranno conseguenze sul Governo >>
- Queste le parole del Presidente del Consiglio Enrico Letta sui
processi a Silvio Berlusconi durante la trasmissione di Giovanni Floris di
martedì scorso. << Se Berlusconi
fosse condannato all'interdizione dai pubblici uffici, sarebbe molto difficile
che un Pdl acefalo del suo leader possa proseguire l'esperienza del Governo
Letta >> - Queste le parole dell’ex Presidente del Senato Renato Schifani
durante la trasmissione odierna di “Radio anch’io”. Ecco, quello che vorrei
sottolineare, è che malgrado le rassicurazioni
di Letta la sola verità incontrovertibile è che il destino di questo Paese è
indissolubilmente legato al pronunciamento della Corte di Cassazione del
prossimo 30 luglio. Questo per una ragione molto semplice: il Popolo della
Libertà sta a Silvio Berlusconi come il cane sta al suo padrone. E’ facile quindi capire la fragilità del
nostro futuro, un futuro che necessita di interventi profondi che allo stato
siamo impossibilitati dal poter fare, persi nel vaneggiamento di una democrazia
miope che poggia le proprie basi su un terreno argilloso. L’interruzione dei
lavori parlamentari è stato l’ennesimo atto deprecabile di un’agonia cha va
avanti da anni, agonia passata attraverso grottesche manifestazioni contro la
magistratura e proseguita con il placet del Partito Democratico, tenuto per gli
attribuiti dall’avversario politico di sempre. La mia vuole essere la presa di coscienza di
una situazione insostenibile, frutto di collusione politica e interessi
privati. Facciamola finita con la demagogia, smettiamola di sbeffeggiare il popolo
italiano con la retorica della vecchia Democrazia Cristiana, diciamo le cose
come stanno e cioè che una condanna di Berlusconi porterebbe alla caduta del
Governo e al prosieguo dello stallo riformatore che ha aggravato la nostra
condizione economica e sociale e che continuerà a farlo nonostante le
dichiarazioni di facciata. Con questo non voglio dire che Berlusconi non debba
essere condannato, tutt’altro, la legge deve essere uguale per tutti e sul fatto che l’ex Premier si sia reso
attore di condotte delittuose personalmente ho pochi dubbi. Ergo, alla luce di ciò, credo sia più giusto
staccare la spina ora, evitando di proseguire con politiche dilatorie che hanno
come unico obiettivo quello di prendere tempo. L’IMU? Rinviamo e poi si vedrà.
L’IVA? Aspettiamo qualche mese e tiriamo a campare. Io non voglio un Governo
che tiri a campare, voglio un Governo che attui provvedimenti di carattere
sostanziale, volti a favorire la crescita e a non frustrare l’economia ma
semmai ad incentivarla. Un regime di pressione fiscale come quello attuale non
fa che deprimere l’italiano medio! Tagliamo la spesa pubblica, tocchiamo gli
interessi privilegiati e SOPRATTUTTO rinnoviamo la classe dirigente. Non con
persone anagraficamente più giovani, ma con uomini e donne capaci e competenti.
Spero di non essermi dilungato troppo e soprattutto di non avervi annoiato.
Allego un jpg esplicativo dell’Italia di oggi.

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