L’epoca
critica che stiamo attraversando spinge le persone a fare le
considerazioni più disparate, a trovare
soluzioni fantasiose a problemi concreti, prima tra queste è certamente la fuga
all’estero. Ora, al di là dei sogni di gloria, io credo che se la volontà è
quella di costruire un futuro migliore chissà dove, la cosa vada pianificata
seriamente. Altrimenti, certi pensieri, è meglio lasciarli morire
nell’anticamera del cervello onde evitare di aggravare lo status psicologico
già precario di chi li concepisce. Per cambiare vita, servono i presupposti
necessari, perché come dice un vecchio proverbio << Chi lascia la strada
vecchia per la nuova non sa mai quel che trova >>. Paese nuovo, problemi diversi, ma pur sempre
problemi. Partire allo sbaraglio è un errore,
bisogna puntare in primis sull’ottima conoscenza della lingua straniera,
in secundis su qualche aggancio sul posto (parenti, amici o conoscenti) e per
finire su risorse economiche sufficienti a garantire il saldo dell’inevitabile spesa iniziale. Se
quanto appena elencato vi risulta impossibile beh, allora è meglio che lasciate
perdere, datevi da fare a casa vostra e non abbattetevi mai. Risparmierete
tempo e preziose energie e magari vi renderete conto che il vostro giardino è
uguale a quello degli altri e in certi casi addirittura migliore.
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