All'indomani del primo turno delle primarie del
centrosinistra l’entusiasmo per la partecipazione popolare è forte.
Indubbiamente il risultato va sottolineato in positivo perché con il clima di
delusione che ci circonda non era facile
portare al voto più di tre milioni di persone. Detto questo concordo con Grillo quando ci
ricorda che il nostro potere decisionale non viene richiesto per la scelta di
deputati e senatori, ce li ritroviamo in Parlamento calati dall'alto, subendone
le decisioni dimenticando che la sovranità appartiene al popolo e non ai
partiti. Queste purtroppo sono considerazioni che mi trovo a fare di anno in
anno, perché gli scandali mediatici non cambiano le cose ma aumentano solo
sdegno e indignazione. Se così non fosse non dovremmo più assistere al cumulo
previdenziale tra il ruolo di
consigliere regionale e quello di parlamentare. Se così non fosse non dovremmo seguitare a parlare degli stessi
individui per decenni, perché la politica non è una professione ma partecipazione democratica. Dobbiamo ricordare, informarci e mantenere vivo il fuoco
riformatore. Non possiamo più accettare parole vuote, dobbiamo cercare di compiere quei piccoli passi che possono fare
dell’Italia una vera Repubblica democratica. Verifichiamo chi ci rappresenta nel Parlamento italiano e in quello europeo, screditiamo chi ha messo un incapace a
ricoprire un incarico di primaria importanza nella Pubblica
Amministrazione, fermiamo il riciclo di indagati
e condannati che escono da Montecitorio per
finire in posizioni di potere. Abbiamo bisogno di merito nelle Authorities, nei
CDA, nei Ministeri e chi più ne ha più ne metta. Per fare questo bisogna
leggere, appassionarsi dell’attualità
cercando di mettere in difficoltà chi non è degno di rappresentarci. L’indifferenza
e l’ignoranza servono solo a mantenere lo status quo degli inetti.
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