M’interrogo sul confine tra giusto processo e giustizia
sommaria. Se questo può risultare ben marcato nella mente di chi è estraneo
alla vicenda, così non è per chi è
coinvolto nelle emozioni. Sono assolutamente d’accordo nel respingere ogni forma
di violenza verso Caino ma il processo deve essere giusto non solo formalmente
ma anche nella sostanza. Deve essere garantita la certezza della pena! Non
possiamo caricare sulle spalle di chi soffre oltre al peso del danno pure quello della beffa. Mi chiedo
spesso come mi comporterei se fossi il padre di una ragazza vittima di
violenza, mi chiedo se sarei così razionale nell'analisi del fatto e mi chiedo
anche se non sarei preso da un attacco di collera tale da sfociare in gesti
inconsulti. Bergamo, New Delhi, l’Isola
del Giglio mi portano ad avere forti dubbi sulla comunità italiana e su quella
internazionale; soprattutto per l’incapacità di dare una risposta limpida a chi
viene colpito da una tragedia.
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