sabato 13 febbraio 2010

Il diario del viaggiatore mondiale: "El Canon del Colca"




Dopo una tranquilla notte all'ostello mi sveglio - con non poche difficoltà - alle 6. Alle 7 mi aspetta un pullman che mi porterà al Canon del Colca. Faccio colazione, preparo la mia valigia da "28 Kg" e, ancora mezzo addormentato, corro verso il pullman che, come da ticket comprato il pomeriggio precedente nel centro di Arequipa, m'attende fuori da El Gobernador. I miei compagni di viaggio provengono dalle più disparate località: Olanda, USA, Germania, Finlandia, Paraguay, Argentina etc. etc. etc.............................!!

Dopo 15 min. di viaggio la prima sosta: dobbiamo premunirci per combattere il "SOROCHE". Il soroche è il cosiddetto mal d'altura che, tenuto conto che ci stiamo recando a più di 4.000 metri sul livello del mare, si farà sentire e non poco. In un piccolo negozietto sito nella periferia arequipena compriamo le famose foglie di coca e delle caramelle al limone e alla coca. Più tardi scoprirò che mi piacciono le caramelle alla coca ma non le foglie: troppooooo amare! La sosta successiva è dopo un paio d'ore. Siamo attorniati da montagne e distese roccio-sabbiose impressionanti dove vicunas e llamas vivono in totale libertà. Scatto foto e sono contento di essere lì. La natura è meravigliosa. Successivamente ci rechiamo, grazie ad altre due ore di viaggio, a Chivai. Chivai è una piccola cittadina immersa nella natura preludio all'arrivo, l'indomani mattina presto, al Canon del Colca.

L'hotel dove ho la fortuna di alloggiare è carinissimo. Il paesaggio che lo circonda è mozzafiato. Continuo scattando foto e godo di ciò che mi circonda. Poi, preso dalla stanchezza, mi butto sul letto alle 18 del pomeriggio per risvegliarmi alle 5 di mattina del giorno seguente e risalire sul pullman diretto al Canon del Colca con la speranza di vedere quanto preannunciato dalla nostra simpatica guida peruviana: il volo del condor! Giunti a destinazione lo scenario rispetta le aspettative. Il cielo è limpido e le speranze mie e dei miei compagni di tour di vedere volare il condor s'impennano improvvisamente fino a trovare riscontro nella realtà. Questo uccello maestoso con un'apertura alare di 300-315 centimetri seconda solo a quella dell'albatros sta planando sopra di me. L'emozione è alle stelle! Felice e soddisfatto della mia visita al Canon del Colca faccio rientro ad Arequipa con ancora impresse nella mente le immagini dei paesaggi incantevoli che ho avuto la fortuna di ammirare.


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